Diventare indipendenti dal gas russo in tempi relativamente brevi, entro il 2023?

Serve anticipare al 2025 gli obiettivi di decarbonizzazione previsti per il 2030 con 114 GW di rinnovabili installate e senza dover necessariamente realizzare nuove infrastrutture per le fonti fossili e minimizzando il ruolo del carbone, diversamente da quanto indicato dal Governo nel decreto Energia del 2 maggio, che punta anche su un potenziamento temporaneo di questa risorsa energetica.

Sarebbero traguardi fattibili, secondo lo studio Accenture-Agici intitolato “Italia e dipendenza energetica: diversificare le fonti e investire sulle rinnovabili per un futuro meno vincolato e più decarbonizzato”, presentato ieri, giovedì 5 maggio, a Milano nel corso di un workshop.

Gli strumenti per raggiungere questi traguardi sono riassunti nello scenario “green acceleration” incentrato su una più forte accelerazione delle rinnovabili con nuove installazioni pari a 20 GW/anno nei prossimi tre anni, su un incremento consistente della produzione di biometano che dovrebbe arrivare a 8 miliardi di metri cubi al 2030 da scarti agricoli e rifiuti organici, su misure aggiuntive di efficienza energetica e sulla diversificazione delle importazioni di gas.

Mentre lo scenario “progressive growth” vedrebbe una crescita delle rinnovabili tra 2 e 15 GW/anno al 2030 e la produzione di biometano a 2,5 miliardi di metri cubi.

In sostanza, sottolinea una nota di Accenture-Agici, lo scenario di accelerazione green consentirebbe di ridurre la domanda cumulata di gas di 190 miliardi di metri cubi da oggi al 2030 azzerando le importazioni da Mosca.

Già nel 2023 il nostro Paese potrebbe essere indipendente dal gas russo – si veda la slide sotto – attuando una serie di misure nel breve termine per potenziare gli approvvigionamenti via tubo e via nave (Gnl) da altri fornitori e per aumentare la produzione nazionale.

Come fare questa transizione accelerata?

Nel documento si suggeriscono diversi interventi, tra cui:

  • semplificare i processi autorizzativi per le rinnovabili e garantire stabilità normativa;
  • rafforzare ed estendere gli incentivi già presenti e attivare da subito le risorse a livello nazionale messe a disposizione dal Pnrr;
  • favorire il ruolo di intermediazione del Gse per offrire un servizio di acquisto e rivendita di energia rinnovabile mediante PPA;
  • disaccoppiare il mercato delle rinnovabili da quello della produzione termoelettrica;
  • introdurre incentivi per favorire iniezioni di gas in stoccaggio, anche a fronte di prezzi elevati;
  • valorizzare i sottoprodotti agroindustriali allargando la gamma delle biomasse utilizzabili per il biometano agricolo.

Documento allegato: