Secondo Irena dobbiamo elettrificare almeno il 51% dei consumi

Alcune anticipazioni sul nuovo report "Innovation landscape for smart electrification" dell'Agenzia internazionale delle rinnovabili.

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Il vettore elettrico oggi copre circa il 21% degli usi finali di energia. Ma se vogliamo provare a fermare a 1,5 °C il riscaldamento globale entro il 2050, almeno il 51% dei consumi dovrà essere elettrificato e l’elettricità per almeno il 90% dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili.

Sarà allora determinante alimentare direttamente con elettricità settori come i trasporti e il riscaldamento degli edifici: soluzioni come i veicoli elettrici e le pompe di calore potranno anche contribuire a migliorare la flessibilità del sistema elettrico, permettendo di gestire al meglio la generazione da Fer non programmabili.

Questa la premessa che Irena, l’agenzia internazionale per l’energia rinnovabili, indica nel nuovo report sull’elettrificazione “Innovation landscape for smart electrification”, in uscita oggi 20 giugno*. QualEnergia.it ha potuto parlare del documento con Arina Anisie, analista dell’agenzia.

“Nel report – ci spiega – identifichiamo 100 innovazioni fondamentali per la mobilità elettrica intelligente, i settori del riscaldamento e del raffreddamento, la produzione di idrogeno verde per i settori hard to abate. Il lancio del report, in collaborazione con la Commissione europea a Bruxelles, spero possa fornire ai decisori politici un buon quadro e un utile strumento per aiutarli a costruire le strategie di elettrificazione intelligente nei loro paesi”.

Da sola l’elettrificazione diretta, apprendiamo da Anisie, può contribuire al 20% della riduzione della CO2 che dobbiamo ottenere entro il 2050 per avere un’economia a zero emissioni nette.

“Il settore elettrico è effettivamente sulla strada giusta: le soluzioni sono tante e le tecnologie rinnovabili sono sempre più convenienti. Dobbiamo integrare una quota maggiore di rinnovabili nel sistema energetico, ma sugli usi finali siamo in ritardo. Usare rinnovabili elettriche per alimentare una quota maggiore degli usi finali è la soluzione più economica che abbiamo”, ci spiega l’analista Irena mostrandoci questo grafico su come dovrebbe cambiare il sistema energetico mondiale:

Per il trasporto su strada, con la mobilità elettrica, e per il riscaldamento degli edifici, con le pompe di calore, “abbiamo già  tecnologie abbastanza competitive in termini di costi: dobbiamo solo implementarle di più e alimentarle con elettricità rinnovabile”.

Mai momento è stato più adatto di questo per accelerare nell’elettrificazione: “a livello politico i driver ci sono, abbiamo gli obiettivi climatici da raggiungere per rispettare l’accordo di Parigi, e, viste le recenti circostanze, soprattutto in Europa, c’è la spinta a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e l’indipendenza energetica. L’elettricità rinnovabile è un’ottima soluzione per tutte queste sfide”.

Cosa manca, allora? “Penso – ci risponde l’analista – che abbiamo solo bisogno di nuovi modelli di business. Dobbiamo innovare nel design del mercato, nella regolamentazione. Servono nuovi incentivi che inviino il giusto segnale al consumatore per acquistare un veicolo elettrico e per usarlo e ricaricarlo in modo intelligente. E così nell’edilizia e nel settore del riscaldamento: servono adeguate agevolazioni per passare alle pompe di calore”.

“Vogliamo inviare ai decisori politici il messaggio che serve innovazione sistemica: non si tratta solo di innovare nella tecnologia. Bisogna agire su regolamentazione, incentivi, e sviluppo delle infrastrutture necessarie.”

Sulla ricarica dei veicoli elettrici, ad esempio, Irena suggerisce che lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica non imiti le stazioni di rifornimento di benzina, né si concentri solo sulla ricarica rapida. Servono poi sistemi standardizzati e interoperabili e va preferita la co-ubicazione dei punti di ricarica con impianti fotovoltaici, che può ridurre al minimo l’impatto sulla rete.

Sulla climatizzazione, l’agenzia invita a considerare le pompe di calore ibride solo come “soluzione provvisoria”. L’accumulo di energia termica, si fa poi notare, ha un potenziale significativo per aumentare la flessibilità del sistema; la domanda di raffrescamento è in crescita e dovrebbe essere considerata nella pianificazione energetica, come lo dovrebbero essere l’efficienza energetica e il recupero di calore/freddo di scarto.

Insomma, va ripensata in maniera più integrata e intersettoriale la gestione dell’energia: “abbiamo – prosegue l’analista Irena – settori diversi che si accoppieranno e lavoreranno insieme come non abbiamo mai visto prima: sia la mobilità che riscaldamento e raffrescamento interagiranno massicciamente con il settore elettrico. Quindi serve molto coordinamento tra le molte parti interessate e deve essere adottato un approccio molto olistico per riuscirci con successo”.

*inizialmente, sbagliando, avevamo scritto che il report sarebbe uscito il 23 luglio, sarà invece presentato oggi, 20 giugno.

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