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Incentivi alle Comunità energetiche: decreto pubblicato e in vigore

Il testo ufficiale e le Faq messe online dal Mase. Regole operative in arrivo entro 30 giorni.

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È stato pubblicato ieri sera sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica l’attesissimo decreto con gli incentivi a Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo diffuso (pdf in basso).

Da oggi, 24 gennaio, è dunque a tutti gli effetti in vigore, essendo avvenuta la registrazione della Corte dei Conti e, in precedenza, l’approvazione della Commissione europea.

Novità e prossimi passi

Rispetto alla versione approvata dall’Ue che avevamo pubblicato, l’unico cambiamento notevole sembra essere il requisito di accesso (art. 3, comma 2 lettera c).

Il testo entrato in vigore prevede che, per accedere agli incentivi le Cer devono essere “già regolarmente costituite alla data di entrata in esercizio degli impianti che accedono al beneficio”, e prevedere, “nel caso di imprese, che la loro partecipazione in qualità di soci o membri sia consentita esclusivamente per le Pmi” (mentre per la versione precedente indicava solo che dovevano essere regolarmente costituite alla data di presentazione della domanda).

Entro trenta giorni saranno approvate dal ministero, previa verifica da parte dell’Arera e su proposta del Gse, le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi. Il Gse, soggetto gestore della misura, metterà in esercizio i portali attraverso i quali sarà possibile presentare le richieste, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.

Campagna informativa e Faq

Il Gse, inoltre, renderà disponibili sul proprio sito documenti e guide informative, oltre a canali di supporto dedicati, per accompagnare gli utenti nella costituzione delle Cer e, in raccordo con il Mase, lancerà una campagna informativa per rendere consapevoli i consumatori dei benefici legati al nuovo meccanismo: il primo “step” è già online e consiste in alcune Faq per iniziare ad orientare cittadini, piccole e medie imprese, enti, cooperative e tutti gli altri destinatari del provvedimento (documento in basso).

Sarà presto online sul sito del Gse anche un simulatore per la valutazione energetica ed economica delle iniziative, mentre è già disponibile la mappa interattiva delle cabine primarie sul territorio nazionale.

La misura

Come ormai noto, il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle Cer: un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal Pnrr e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti che supporterà lo sviluppo di 2 GW complessivi, e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. I due benefici sono tra loro cumulabili. Attraverso il provvedimento sarà dunque favorito lo sviluppo di 5 GW complessivi di impianti di produzione di energia rinnovabile.

Le Cer e gli autoconsumatori collettivi

Le Cer possono essere costituite da cittadini, piccole e medie imprese, enti territoriali e autorità locali, incluse le amministrazioni comunali, le cooperative, gli enti di ricerca, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale.

Le grandi imprese non possono essere membri di una Cer ma possono far parte di un gruppo di autoconsumatori rinnovabili: queste configurazioni sono equivalenti alle Cer come agevolazioni, ma richiedono che gli aderenti siano nello stesso edificio (e che per le aziende la partecipazione non costituisca l’attività commerciale e industriale principale).

Tutti i consumatori e tutti i produttori devono essere nell’area sottesa alla medesima cabina elettrica primaria (si veda la mappa sul sito Gse).

Tutti gli impianti alimentati a rinnovabili (dunque non solo il fotovoltaico) possono essere integrati in una Cer, ma devono avere potenza non superiore a 1 MW ed essere entrati in esercizio dopo il 16 dicembre 2021 (data di entrata in vigore del D.lgs. 199/2021) e comunque successivamente alla regolare costituzione della Cer stessa e non devono beneficiare di altri incentivi sulla produzione di energia elettrica.

Gli incentivi sull’energia condivisa

Per tutte le Cer (e gli autoconsumatori collettivi) sono previsti incentivi sull’energia autoconsumata sotto due diverse forme: una tariffa incentivante sull’energia prodotta e autoconsumata virtualmente e un corrispettivo di valorizzazione per l’energia autoconsumata, definito dall’Arera.

Inoltre, tutta l’energia elettrica rinnovabile prodotta ma non autoconsumata resta nella disponibilità dei produttori ed è valorizzata a condizioni di mercato (è possibile richiedere al Gse il ritiro dedicato).

Il corrispettivo di valorizzazione definito dall’Arera è determinato ogni anno e vale circa 8 €/MWh.

La tariffa è invece riconosciuta dal Gse per 20 anni dalla data di entrata in esercizio di ciascun impianto Fer ed è compresa tra 60 €/MWh e 120€/MWh, in funzione della taglia dell’impianto e del valore di mercato dell’energia:

Per gli impianti fotovoltaici è prevista una ulteriore maggiorazione, di 4 €/MWh per le regioni del Centro Italia e di 10 €/MWh per quelle del Nord.

Il contributo per le Cer nei piccoli Comuni

Per le sole Cer i cui impianti di produzione sono ubicati in Comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, come detto è previsto un contributo in conto capitale, pari al 40% del costo dell’investimento, a valere sulle risorse del Pnrr.

Questi i limiti delle spese ammissibili:

  • 1.500 €/kW, per impianti fino a 20 kWp;
  • 1.200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kWp;
  • 1.100 €/kW per potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kWp;
  • 1.050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kWp e fino a 1.000 kWp.

La tariffa incentivante è cumulabile con il contributo Pnrr o altri contributi in conto capitale, nella misura massima del 40%, a fronte di una decurtazione della tariffa incentivante del 50%.

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