A maggio il fabbisogno di energia elettrica inizia a riprendere vigore, grazie alla parziale fine del lockdown nel corso della prima parte del mese.

Se ad aprile il calo della domanda rispetto allo stesso mese del 2019 era stato del 17,2%, a maggio il gap diventa “solo” del 10,3%: 22,6 TWh, per circa 2,6 TWh consumati in meno su maggio 2019.

Nel mese di maggio, secondo il report mensile di Terna (allegato in basso), a fronte di un calo della produzione termoelettrica (-14,4%), si registra un aumento della produzione idroelettrica del 12,2% e da fotovoltaico (+25,1%).

Con l’aumento anche dell’apporto dell’eolico del 6,3%, nel complesso tutte le rinnovabili elettriche nel mese vanno a generare circa 11,8 TWh (11,6 TWh circa considerando il pompaggio), con un aumento della loro produzione del 12% su maggio 2019 (per quasi 1,3 TWh più). In calo del 34,8% l’import del mese.

A maggio le rinnovabili, grazie anche alla richiesta elettrica in significativo ribasso, hanno coperto il 52% della domanda del mese. Sulla produzione nazionale mensile le fonti rinnovabili soddisfano invece il 54,4%

Il dato è un record non solo per il mese di maggio ma per qualsiasi mesi dell’anno e da sempre. Come dato di riferimento ricordiamo che a maggio 2019 le rinnovabili hanno rappresentato il 41,6% della domanda elettrica.

Dati per il periodo gennaio-maggio 2020

Nei primi cinque mesi del 2020, segnati dalla parziale chiusura delle attività produttive, riscontriamo che il calo della domanda cumulativa di elettricità del paese si attesa ad -8%.

Da gennaio a maggio la richiesta elettrica è diminuita di quasi 10,5 TWh sullo stesso periodo 2019, la più bassa da anni.

Nei cinque mesi del 2020 la domanda elettrica del paese è stata coperta per il 39,5% da rinnovabili, con circa 47,2 TWh di generazione, cioè 2,1 TWh in più rispetto allo stesso periodo 2019 (+4,6%), quando la quota di rinnovabili sul totale dei consumi elettrici era stata del 34,7%.

In termini di produzione interna le rinnovabili hanno finora coperto il 44% del totale. Nei cinque mesi il termoelettrico cala del 12,5% (quasi 10 TWh di differenza sul 2019).

Anche questi dati rappresentano dei nuovi record: sono le percentuale più elevate di rinnovabili per questo periodo. Ma non in termini assoluti visto che nel periodo gennaio-maggio 2014 generavano oltre 50 TWh, soprattutto per il notevole apporto dell’hydro.

In questo grafico l’andamento della domanda di energia elettrica e la produzione da rinnovabili nei periodi che vanno da gennaio a maggio, dal 2014 al 2020.

La produzione di solare fotovoltaico è la maggiore di sempre (10 ,8 TWh) con un +12,3% sul 2019.

In aumento del 14,4% la generazione idroelettrica (+2,2 TWh) sul 2019. L’energia eolica invece arretra del 13,1% (-1,3 TWh) sempre per il periodo gennaio-maggio 2019.

Leggero aumento per la geotermia (+1,1%); abbastanza stabile la produzione da bioenergie.

Nei primi cinque mesi del 2020, il fotovoltaico ha coperto il 9% della domanda elettrica, mentre l’eolico il 7,4%. Nel complesso il loro contributo è del 16,4%, per una produzione di 19,7 TWh, comunque in leggerissimo calo di 200 GWh sul 2019.

FV ed eolico insieme generano finora più dell’idroelettrico che, al lordo del pompaggio, è al 14,1% della richiesta elettrica del paese. La generazione da biomasse è al 6,2% e la geotermia al 2%.

Dal grafico qui sotto si nota che, alla fine di maggio, eolico e fotovoltaico rappresentavano il 41,7% di tutte le fonti rinnovabili (lo scorso anno erano al 49%). L’idroelettrico è al 37,5% (era al 34,3% un anno fa).

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