Nel primo semestre 2026 i consumi di gas in Italia sono pressoché stabili (+0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2025.
Un grafico ci aiuta a visualizzare l’andamento semestrale dei consumi italiani di gas naturale: dal 2023 sono crollati e ormai sono molto distanti dal picco del 2018.
Quest’anno, con 32,9 mld mc, non dovremmo andare troppo lontani su base annuale dal dato finale del 2025, pari a poco più di 63 mld mc, anche se luglio e agosto hanno registrato un sensibile incremento della produzione termoelettrica (a luglio il 14% in più sullo stesso mese del 2025) a causa del forte aumento delle temperature.
I dati ufficiali sui consumi di giugno e del primo semestre 2026 sono raccolti qui sotto nella tabella pubblicata dal Mase-Dip.to Energia.
Da dove arriva il gas via tubo
Nel primo semestre le importazioni di gas dell’Italia sono state di pochissimo al di sotto di un anno fa: -0,6% (-176 milioni mc).
Il gas “ufficialmente” proveniente dalla Russia è in leggerissimo aumento rispetto al primo semestre 2025, ma stiamo ormai parlando dell’1,8% del consumo nazionale (poco più di mezzo miliardo di mc). Prima della guerra in Ucraina l’import dalla Russia ammontava a 15,9 miliardi di metri cubi (dato primo semestre 2019).
È dunque sempre l’Algeria il primo paese fornitore via gasdotto, con 11,4 mld mc (+4,3% sul primo semestre 2025), pari al 34,7% della richiesta nazionale del periodo gennaio-giugno.
Con 4,9 mld mc segue la fornitura proveniente dall’Azerbaigian tramite il Tap, abbastanza stabile (+2,2%) rispetto al primo semestre 2025; questo gas dal paese asiatico costituisce al momento il 14,8% della domanda italiana.
In calo l’import dal Nord Europa con 3,4 mld mc (-17,1% sul 2025). Ormai quasi azzerato il gas che arriva dalla Libia: appena 188 milioni di metri cubi (-63,7%).
L’import di Gnl
Per quanto concerne il gas importato dai terminal Gnl in questo primo semestre 2026 si registra un quantitativo processato di 10,4 miliardi di metri cubi, poco più di 200 milioni di mc sul 2025 (+2%).
Dunque, a fine giugno il Gnl copre del 31,7% della domanda nazionale di metano.
Un dato stabile e molto diverso dal notevole incremento del 35,9% registrato nel primo semestre 2025 sullo stesso periodo 2024 (+2,7 mld mc).
I terminal di Cavarzere, Livorno e Piombino sono i rigassificatori con più Gnl trattato; i principali fornitori via nave restano Stati Uniti, Qatar e Algeria.
Produzione nazionale, export e scorte
La produzione nazionale, nonostante un leggero incremento a fine 2025, a fine giugno risulta ancora in discesa: 1,5 mld mc contro 1,8 mld mc di un anno fa.
In diminuzione le esportazioni di gas dall’Italia all’estero e in aumento, sempre in confronto allo stesso periodo 2025, le scorte.
A proposito di scorte, risulta che quelle di gas naturale in Italia sono intorno al 78% della capacità totale di stoccaggio a metà agosto, un po’ meno degli anni passati, ma comunque superiori alla media Ue.




























