L’Agenzia federale per le reti della Germania ha adottato un regolamento “atteso con impazienza dal mercato” che semplifica la fornitura di servizi di flessibilità alla rete da parte di prosumer, imprese e grandi industrie titolari di accumuli e punti di ricarica dei veicoli elettrici.
Questi ultimi vengono equiparati il più possibile allo storage e sono concepiti in ottica bidirezionale come tramite tra reti e auto elettriche.
Il passaggio fondamentale del regolamento tedesco è il superamento di un vincolo previsto dalla “Erneuerbare-Energien-Gesetz”, cioè la legge sulle fonti energetiche rinnovabili tedesca aggiornata nel 2024.
Secondo la norma gli accumuli che recepiscono sia energia da Fer sia energia generica da rete, oltre ai punti di ricarica dei veicoli elettrici che potenzialmente possono offrire servizi di rete, non possono accedere alle agevolazioni di Stato.
Ora questo vincolo viene superato con una semplificazione introdotta dal regolamento dell’Agenzia federale.
“I sistemi di accumulo energetico e i punti di ricarica bidirezionali possono essere utilizzati per creare flessibilità sia sul lato della domanda (approvvigionamento di energia elettrica con tariffe dinamiche) sia sul lato dell’offerta (marketing diretto con prezzi ottimizzati)”, prosegue l’Agenzia.
“I prosumer, le imprese e le industrie in grado di reagire con flessibilità beneficiano di costi dell’elettricità inferiori quando la consumano durante i periodi di prezzi di mercato bassi (e di elevata produzione di energia rinnovabile). Spostando invece l’immissione in rete (proveniente dall’impianto di energia rinnovabile e dal sistema di accumulo) nei momenti di prezzi di mercato elevati, beneficiano di maggiori ricavi”.
Il regolamento prevede un periodo transitorio fino alla fine di settembre 2027 per l’attuazione da parte dei gestori di rete e per l’implementazione dei necessari punti di misurazione presso le utenze.
Un sistema contro i tagli alle rinnovabili
Un’altra novità che arriva dalla Germania riguarda la legge sull’industria energetica o EnWG, secondo l’acronimo tedesco.
È il testo quadro centrale che regola l’intero mercato dell’energia elettrica, del gas naturale e dell’idrogeno nel Paese.
Con una riforma del 2023 è stata introdotta la norma “utilizzare invece di ridurre” che prevede incentivi alla riduzione delle congestioni di rete che limitano l’immissione di energia da rinnovabili nel sistema.
In particolare, l’obiettivo è sostenere l’aumento dei consumi nelle aree geografiche di rete dove si creano “ingorghi” di trasmissione che costringono a tagliare la generazione Fer.
Sul piano pratico i gestori fanno delle previsioni a 24 ore dei possibili nodi critici e poi deviano l’energia in eccesso da rinnovabili verso una lista selezionata di utilizzatori finali, sovvenzionati per alzare i consumi quando è necessario.
Il 30 settembre scorso si è dunque conclusa la fase di test biennale per questo meccanismo e dal 1° ottobre 2026 è entrato in funzione un sistema di aste giornaliere.
Tale sistema è regolamentato da un “piano di attuazione 2.0” elaborato dai quattro gestori di rete tedeschi dopo un periodo di consultazione.
Asta da 296 MW per il fotovoltaico su tetto
Il 1° ottobre, infine, si è chiusa anche la finestra temporale per aderire con offerte all’asta fotovoltaica per impianti su tetti di edifici o barriere antirumore da oltre 1 MW.
L’Agenzia federale tedesca per le reti fa sapere che la potenza totale da assegnare è di circa 296 MW, con un valore massimo d’offerta di 100 euro/MWh.
Il volume resta però molto inferiore a quello previsto dalla riforma Solarpaket I, che aveva aumentato da 1,1 a 2,3 GW l’anno, dal 2026, il contingente destinato a queste aste, distribuito sui tre appuntamenti annuali, e ha abbassato da 1.001 a 751 kW la soglia minima per partecipare.
Queste modifiche sono però subordinate all’autorizzazione della Commissione europea sugli aiuti di Stato, che al 30 settembre non era ancora arrivata e, in assenza del via libera, la legge tedesca impone di continuare ad applicare per queste disposizioni le regole precedenti alla riforma.
Secondo il ministero tedesco dell’Economia, il principale nodo del confronto con la Commissione riguarda il meccanismo di claw-back, cioè il recupero di eventuali ricavi eccedenti il livello ritenuto necessario della remunerazione pubblica.
È per questo che l’asta di ottobre è rimasta limitata a 296 MW e agli impianti sopra 1 MW, anziché beneficiare dell’aumento dei contingenti e dell’allargamento della platea previsto dal Solarpaket I (si veda anche Fotovoltaico con batterie, prezzi sempre più bassi nelle aste tedesche).



























