È quantomeno singolare osservare lo spazio che il dibattito politico e mediatico italiano sta riservando al ritorno del nucleare.
Il Governo ha ormai assunto il cosiddetto “nucleare sostenibile” come uno degli assi della propria strategia energetica, con il ministro Pichetto Fratin nel ruolo di principale portavoce di questo cambio di direzione. Nel luglio 2026 la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega presentato dal Governo sulla materia.
Ma il nucleare è diventato già da molti mesi uno dei temi dominanti dell’agenda energetica nazionale e molto meno spazio viene invece riservato a ciò che sta già accadendo nel mondo, su una scala difficilmente confrontabile: la crescita del fotovoltaico e dell’eolico.
Dal punto di vista dell’informazione, assistiamo ad un paradosso evidente: è come se la Tv pubblica trasmettesse in prima serata una partita amichevole di Serie C, riservando soltanto un breve accenno alla finale della Coppa del Mondo giocata in contemporanea.
La crescita delle rinnovabili che resta ai margini
Perché la crescita impetuosa delle rinnovabili trova così poco spazio sui media? Perché numeri che descrivono uno dei più rapidi cambiamenti mai avvenuti nel sistema energetico mondiale vengono raramente presentati e spiegati?
Fotovoltaico ed eolico conquistano spesso le prime pagine soltanto quando si tratta di riproporre le solite obiezioni: costerebbero troppo, non sarebbero sufficienti a coprire la domanda, comprometterebbero il paesaggio o aumenterebbero la dipendenza industriale dalla Cina, eccetera.
Tutte questioni che meritano di essere analizzate, ma per farlo occorre anche partire dai dati, dalle dimensioni dei mercati e dalla velocità con cui le diverse tecnologie stanno effettivamente crescendo.
Un giornalista, così come un decisore politico, dovrebbe innanzitutto chiedersi dove si stiano concentrando gli investimenti, quali tecnologie vengano realmente installate e quale quantità di elettricità possano produrre. Le informazioni sono disponibili e allora vediamo che cosa è realmente accaduto per queste fonti di energia, intanto limitandoci al solo 2025.
In un anno installati 664 GW fotovoltaici
Secondo SolarPower Europe, nel 2025 sono stati installati nel mondo 664 GW di nuova capacità fotovoltaica (dato più o meno confermato dalla Iea), il massimo di sempre.
Poiché la potenza nominale, da sola, non consente un confronto corretto tra tecnologie diverse, è utile tradurre questa capacità nella quantità di elettricità che potrà produrre a regime nell’arco di un anno.
Assumendo cautelativamente una producibilità media globale di circa 1.400 kWh per ogni kW installato, equivalente a un capacity factor di poco inferiore al 16%, i 664 GW fotovoltaici aggiunti nel 2025 potranno generare:
664 GW × 1.400 ore = circa 930 TWh all’anno.
Parliamo di 930 miliardi di kWh ogni anno, una volta che tutti gli impianti saranno pienamente operativi per dodici mesi.
Il confronto con la nuova potenza nucleare
Sempre nel 2025 sono stati collegati alla rete mondiale quattro nuovi reattori nucleari, per una capacità complessiva di circa 4,4 GW. Ma nello stesso anno sono stati chiusi definitivamente sette reattori, per circa 2,8 GW. Il saldo netto è stato quindi positivo, ma per 1,6 GW.
Per stimarne la produzione annuale possiamo applicare un capacity factor dell’83%, pari alla media mondiale rilevata nel 2024 dalla World Nuclear Association. I quattro nuovi reattori, considerati al lordo delle chiusure, potrebbero produrre a regime:
4,4 GW × 8.760 ore × 83% = circa 32 TWh all’anno.
L’incremento netto di 1,6 GW, sottraendo cioè la capacità nucleare ritirata durante il 2025, corrisponde invece a:
1,6 GW × 8.760 ore × 83% = circa 12 TWh all’anno.
Il divario con il FV è quindi molto netto, con la nuova capacità solare installata nell’arco del 2025 che potrà produrre annualmente:
- circa 29 volte l’elettricità generabile dai quattro nuovi reattori nucleari entrati in rete;
- circa 80 volte l’elettricità associata all’incremento netto della capacità nucleare mondiale.
Il confronto con il saldo netto deve naturalmente essere interpretato per quello che è: misura l’effettiva variazione del parco nucleare mondiale, mentre per il fotovoltaico stiamo considerando le installazioni lorde. Ma anche confrontando esclusivamente le nuove installazioni lorde delle due tecnologie, il rapporto resta di quasi 30 a 1.
Non stiamo contrapponendo a livello tecnologico una fonte all’altra, ma proviamo a rappresentare correttamente gli ordini di grandezza.
Altri 165 GW dall’eolico
Al fotovoltaico va aggiunta la nuova capacità eolica che, secondo il Global Wind Energy Council (GWEC), nel 2025 ha registrato un installato record nel mondo di 165 GW di nuovi impianti eolici.
Assumendo un capacity factor medio prudenziale del 25%, pari a circa 2.190 ore equivalenti annue, questa nuova capacità potrebbe generare:
165 GW × 8.760 ore × 25% = circa 361 TWh all’anno.
Anche in questo caso il confronto con il nucleare entrato in rete nel 2025 è significativo:
- il nuovo eolico produrrà circa 11 volte l’elettricità dei quattro nuovi reattori nucleari;
- rispetto all’incremento nucleare netto, il rapporto sale a circa 31 volte.
Solare ed eolico: quasi 1.300 TWh annui in un solo anno di installazioni
Sommando fotovoltaico ed eolico installati nel solo 2025 si ottiene una producibilità annuale a regime di circa:
930 TWh dal FV + 361 TWh dall’eolico = circa 1.290 TWh all’anno.
Sono quasi 1.300 miliardi di kWh, equivalenti a oltre quattro volte l’intero consumo elettrico annuale italiano. E rispetto al nucleare entrato in rete nello stesso anno, la producibilità delle nuove installazioni mondiali di solari ed eoliche è:
- circa 40 volte superiore considerando tutti i quattro nuovi reattori, senza sottrarre le chiusure;
- circa 107 volte superiore considerando l’incremento netto della capacità nucleare mondiale.
Questi sono gli ordini di grandezza del mercato delle tecnologie e della recente trasformazione in corso.
Da uno a tre terawatt fotovoltaici in quattro anni
La crescita delle due fonti è ancora più significativa se osservata in prospettiva storica.
Nel 2022 il fotovoltaico mondiale ha superato per la prima volta la soglia di 1 TW di capacità cumulativa. Alla fine del 2025 si era ormai avvicinato a 3 TW, soglia superata nei primi mesi del 2026. In circa quattro anni la potenza fotovoltaica mondiale è dunque quasi triplicata.
Se allarghiamo lo sguardo agli ultimi quindici anni, la crescita è di quasi 100 volte. Poche tecnologie energetiche hanno conosciuto un’espansione così rapida nella storia industriale.
Anche l’eolico ha raggiunto dimensioni ormai strutturali: i quasi 1.300 GW in esercizio alla fine del 2025 rappresentano più del doppio della capacità disponibile sette anni prima.
Non siamo più di fronte a tecnologie marginali, sperimentali o destinate a svolgere un ruolo accessorio: fotovoltaico ed eolico costituiscono ormai il centro quantitativo degli investimenti mondiali nella nuova capacità elettrica.
Un dibattito squilibrato
Tutta questa serie di dati dimostra che il dibattito pubblico italiano è fin troppo sbilanciato a favore del nucleare.
Mentre si discute incessantemente di pochissimi reattori che, nell’ipotesi più favorevole, potrebbero trovare spazio in Italia e soltanto in una prospettiva di lungo periodo (dopo il 2040?), la stampa dedica un’attenzione minima alle tecnologie che stanno modificando il sistema elettrico mondiale e che dovranno realizzare la parte principale della decarbonizzazione entro il 2030 e poi entro il 2040.
Anche in Italia sappiamo che la generazione di FV ed eolico è cresciuta di 29 TWh in 12 anni, un valore paragonabile alla produzione annua di tre grandi centrali nucleari da 1600 MW ciascuna.
Ma chi detta l’agenda energetica italiana? Secondo noi questa dovrebbe concentrarsi innanzitutto su come accelerare queste tecnologie: autorizzazioni e integrazione nel paesaggio, reti elettriche, sistemi di accumulo, flessibilità della domanda, repowering, comunità energetiche, elettrificazione ed efficientamento dei consumi, sviluppo di una filiera industriale europea.
È legittimo discutere o ipotizzare di futuri sviluppi nazionale del nucleare, non trascurando i suoi enormi problemi su tanti fronti, ma non è ragionevole farlo oscurando la trasformazione che sta già avvenendo e che si sta velocizzando negli ultimi anni dentro una tendenza che non si arresta.
Una politica energetica e un sistema dell’informazione credibili dovrebbero partire dai fatti. E i fatti dicono che, nel solo 2025, la nuova capacità solare ed eolica installata nel mondo è stata di 829 GW contro i 4,4 GW del nucleare e che questo nuovo solare ed eolico potrà produrre a regime 1.290 TWh contro i 33 del nucleare, cioè quaranta volte l’elettricità generabile da tutto il nuovo nucleare entrato in funzione nello stesso anno.
Per rimanere in campo sportivo, verrebbe da dire: game, set, match! Questa è la notizia trascurata dai media ed è difficile comprendere perché continui a essere trattata come una nota a margine.






























