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Eolico, record per il mercato europeo nel 2021

Investimenti per 41 miliardi e 25 GW di nuovi progetti. Forte crescita dei PPA. Italia fanalino di coda. Tutto spiegato in 5 grafici e con alcuni dati tratti dal nuovo rapporto WindEurope.

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In Europa nel 2021 si sono investiti complessivamente 41 miliardi di euro per finanziare la costruzione di 25 GW di eolico, considerando i 27 Stati membri più gli altri Paesi (Gran Bretagna, Turchia, Ucraina e così via).

Sono due dei dati principali contenuti nel nuovo rapporto di WindEurope, Finance and Investment Trends (link in basso), che riporta tutte le tendenze del mercato eolico europeo, analizzando le sue prospettive e i colli di bottiglia che frenano gli investimenti.

Questi 25 GW sono un record annuale assoluto – si veda il grafico seguente, tratto dal documento – anche a fronte di investimenti in calo (-11%) rispetto al 2020, perché sono diminuiti i costi totali del capitale (Capex) per installare 1 MW di nuova capacità.

Guardando ai soli Stati membri Ue, nel 2021 si sono finanziati progetti per 19 GW di eolico, con 29 miliardi di euro di investimenti.

Tuttavia, il ritmo delle installazioni resta lontano da quello richiesto dagli obiettivi Ue per le rinnovabili al 2030: bisognerebbe costruire in media 32-35 GW/anno di nuovi impianti da qui alla fine del decennio. Ricordiamo poi che il piano REPower EU propone di passare da 190 a 480 GW di capacità eolica cumulativa Ue per il 2030.

E una velocità di installazioni di questo tipo non potrà essere raggiunta, se non si eliminerà il collo di bottiglia numero uno: la lentezza e complessità delle autorizzazioni, osserva WindEurope.

Osservando i singoli mercati, si nota che in Italia gli investimenti per nuovo eolico si sono fermati a circa 600 milioni di euro nel 2021, con cui finanziare circa 600 MW di impianti; sono tra le cifre più basse a livello europeo.

Al primo posto troviamo la Gran Bretagna con oltre 9 miliardi di euro di investimenti per nuovi progetti eolici lo scorso anno, quasi tutti nel settore offshore; poi Germania e Francia con, rispettivamente, 8 e 4,6 miliardi; in entrambi i casi, quote rilevanti sono dedicate al comparto offshore.

A seguire ci sono Spagna, Svezia e Finalndia con investimenti tra 2,8 e 3,2 miliardi nel 2021, interamente riservati ai progetti eolici a terra.

Tra le tendenze esaminate nel rapporto, spicca la crescita degli accordi corporate PPA per le rinnovabili (Power purchase agreement), siglati tra operatori dei progetti e clienti (aziende, industrie) per forniture pluriennali di energia 100% verde.

Nel 2021 si sono siglati nuovi PPA per 6,9 GW di capacità rinnovabile, di cui la fetta maggiore (60%) ha riguardato parchi eolici, grazie a 41 PPA per impianti a terra e 11 per impianti offshore.

Anche in questo caso, nonostante un aumento dei corporate PPA sottoscritti in Italia per le rinnovabili lo scorso anno, il nostro Paese rimane fanalino di coda europeo, con meno di 500 MW di PPA siglati complessivamente dal 2013 al 2021 contro più di 4 GW in Spagna, 3 GW in Svezia, oltre 2 GW in Norvegia.

Altra tendenza segnalata nel rapporto, è che sempre più investimenti eolici sono supportati da contratti CfD (Contracts for Difference), assegnati tramite aste pubbliche, che assicurano flussi stabili di ricavi e offrono maggiori tutele contro la volatilità dei prezzi elettrici.

Infatti, questi contratti prevedono che lo Stato paghi il produttore eolico solamente quando il prezzo elettrico di mercato è più basso rispetto al prezzo concordato in precedenza con il CfD; viceversa, è il produttore a restituire allo Stato il surplus quando il prezzo di mercato è superiore a quello fissato nel contratto.

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