Con la Legge di Bilancio 2022 pubblicata in Gazzetta ufficiale il 30 dicembre 2021, dopo aver spiegato in un precedente articolo come cambia il Superbonus 110%, riepiloghiamo le novità per le altre detrazioni fiscali per l’edilizia.

In fondo trovate il testo della legge di bilancio come pubblicata in Gazzetta: le norme che riguardano i bonus in questione sono nei commi dal 29 al 42.

Le proroghe

La legge di bilancio proroga al 31 dicembre 2024 le detrazioni fiscali:

  • per la riqualificazione energetica degli edifici, cioè il cosiddetto Ecobonus (ordinario del 50 o 65% a seconda del tipo di lavoro e per le parti comuni del 70-75% o dell’80-85% in caso di opere finalizzate anche alla riduzione del rischio sismico);
  • per il recupero del patrimonio edilizio, cioè il “Bonus Ristrutturazionidel 50% (su una spesa massima di 98mila euro per unità immobiliare);
  • per le misure antisismiche e la messa in sicurezza statica degli edifici, cioè il “Sismabonus” in tutte le sue diverse declinazioni (50%, 70-80%, 75-85%, incluso quello spettante a chi acquista immobili nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici);
  • il “Bonus Mobili”, cioè la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione, iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. Qui ci sono stati cambiamenti sulla spesa massima: i nuovi valori sono 10mila euro per il 2022 e a 5mila euro per gli anni 2023 e 2024;
  • il “Bonus Verde”, detrazione del 36% delle spese sostenute, nel limite annuale di 5mila euro ad appartamento, per la “sistemazione a verde” di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo, di pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e pozzi nonché per realizzare coperture a verde e giardini pensili, che spetta anche per gli interventi sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, nel tetto di 5mila euro per unità abitativa.

Bonus Facciate

Estesa al 2022 la detrazione per le spese relative a interventi, inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B; è stata però ridotta dal 90 al 60%.

Eliminazione delle barriere architettoniche

Introdotta una nuova detrazione Irpef, pari al 75% delle spese da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, per gli interventi pagati nel 2022 finalizzati al superamento ed eliminazione di barriere architettoniche in edifici già esistenti.

Il bonus è pari al 75% delle spese sostenute fino a un importo massimo variabile, da 30mila a 50mila euro, a seconda dell’edificio su cui sono eseguiti i lavori e come per gli altri bonus si può optare per sconto in fattura o cessione del credito.

Sconto in fattura o cessione del credito

Per le agevolazioni edilizie citate sopra, compreso il nuovo bonus per rimuovere le barriere architettoniche, l’opportunità è estesa fino a tutto il 2024: fanno eccezione il bonus mobili e il bonus colonnine “ordinario” (cioè, non trainato dal Superbonus), che restano fuori dal meccanismo dello sconto in fattura o della cessione del credito. Per il Superbonus, come scritto, le due opzioni sono prorogate per un anno in più, fino a tutto il 2025.

La legge di bilancio ha assorbito il cosiddetto decreto Antifrodi (dl 157/2021), che ha esteso l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità di prezzi per tutti i bonus edilizi se si opta per cessione del credito o sconto in fattura (mentre prima serviva solo per il Superbonus 110%). Le spese per il rilascio del visto di conformità, delle asseverazioni e delle attestazioni rientrano peraltro tra quelle detraibili.

Novità importante arrivata da un intervento in Senato, la legge di bilancio esclude però dall’obbligo di visto di conformità e asseverazione gli interventi di “edilizia libera” e quelli di importo complessivo non superiore a 10mila euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, tranne quelli relativi al Bonus Facciate.

Altra previsione assorbita dal dl Antifrodi è la possibilità data all’Agenzia delle entrate di sospendere fino a 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni telematiche per le opzioni di cessione del credito e di sconto in fattura che presentano particolari profili di rischio.

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