I consumi di gas in Italia sempre più dipendenti dal Gnl

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Nel primo semestre 2025 in leggero aumento la domanda di metano sul 2024. Quasi un terzo della richiesta nazionale ormai viene importato e trattato nei rigassificatori. Un altro terzo arriva via tubo dall'Algeria. Quasi nullo l'import dalla Russia.

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Nel primo semestre 2025 i consumi di gas in Italia sono cresciuti del 5,6% (+1,7 mld di mc) rispetto allo stesso periodo del 2024.

Come si può vedere dal grafico i consumi semestrali lo scorso anno avevano toccato il punto più basso da oltre un decennio, dopo una precedente forte discesa registrata nel primo semestre 2023.

Quest’anno, con 32,1 mld mc, di poco superiori anche al primo semestre 2023, si prospetta su base annuale un leggero incremento dei consumi italiani, ricordando che al 31 dicembre 2024 i consumi sono stati alla fine appena dello 0,6% più alti del 2023 (61,8 mld mc contro 61,5).

Il leggero aumento in questa prima parte del 2025 può essere in parte attribuito anche all’incremento del 10,7% della generazione termoelettrica sul periodo gennaio-giugno 2024.

I dati ufficiali sui consumi di giugno e del primo semestre 2025 sono raccolti qui sotto nella tabella pubblicata dal Mase-Dip.to Energia.

Da dove arriva il gas

Su base semestrale va subito rilevato che il gas proveniente dalla Russia è al suo minimo storico: solo 467 milioni di metri cubi (-82,8% sul primo semestre 2024). Prima della guerra in Ucraina l’import dalla Russia ammontava a 15,9 mld mc (dato primo semestre 2019), cioè 15,4 mld mc in più.

Nel complesso le importazioni di gas dell’Italia sono aumentate del 3,2% sul semestre 2024 (di circa 1 mld mc).

Il principale paese fornitore via gasdotto è l’Algeria, con 10,9 mld mc (+1,9% sul primo semestre 2024), pari ad un terzo (33,3%) della richiesta nazionale del periodo. Il dato dell’import dal paese maghrebino è però sempre più avvicinato da quello delle importazioni di Gnl, come vedremo più sotto.

A livello paese, poi c’è la fornitura proveniente dall’Azerbaigian tramite il Tap: 4,8 miliardi di metri cubi, in leggera diminuzione sul 2023. Il gas dal paese asiatico costituisce al momento il 14,6% della domanda italiana.

In ripresa l’import dal Nord Europa con 4,1 mld mc (un miliardo in più rispetto al 2023). Infine, ben poco arriva dalla Libia: 519 milioni di metri cubi (-41,2%).

Come detto, l’incremento più importante in questo primo semestre 2025 arriva dal gas importato dai terminal Gnl: 10,2 miliardi di metri cubi, pari ad un aumento del 35,9% sullo stesso periodo 2024 (+2,7 mld mc) e del +23,7% in confronto al 2023. Si tratta dunque del 31,2% della domanda nazionale di metano a fine giugno.

Nell’intero anno 2024 nei rigassificatori italiani erano stati trattati 14,7 mld m3 di gas naturale liquefatto, mentre nel 2023 erano 16,6 mld mc, l’anno con il dato più elevato. I terminal di Cavarzere, Livorno e Piombino sono i rigassificatori con più Gnl trattato. I principali fornitori sono oggi Stati Uniti, Qatar e Algeria.

In aumento le esportazioni di gas dall’Italia all’estero (oltre 900 milioni mc in più del 2024). Infine, risulta che sono state molto più intaccate dello scorso anno le scorte.

Dopo tanti anni è in controtendenza la produzione nazionale di gas: cresce del 23,2% in questa prima parte dell’anno (+338 milioni mc) sul 2024.

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