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Come diventerà il Superbonus? Le possibili opzioni

Si ragiona su aliquota al 60-70%, stabilità nel tempo, agevolazioni differenziate per reddito o tipo di casa. Intanto la scadenza del 110% per le unifamiliari è sempre più vicina.

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Quale sarà il futuro del Superbonus?

Il prossimo governo che si insedierà dopo le elezioni vinte dal centro-destra, dovrà decidere cosa fare in tema di bonus edilizi e come modificare la maxi detrazione fiscale del 110%.

In base alla legislazione vigente, ricordiamo, il Superbonus finirà al 31 dicembre 2022 per le case unifamiliari, a condizione di aver completato almeno il 30% dei lavori complessivi al 30 settembre 2022. Mentre il Superbonus per lavori negli edifici condominiali andrà avanti con il massimo della detrazione (110%) fino al 31 dicembre 2023; poi le aliquote scenderanno al 70-65% rispettivamente nel 2024 e 2025, si veda anche Superbonus, il punto sulle scadenze e le ultime novità

Dalle prime indiscrezioni che stanno circolando (fonte Ansa), il partito di Giorgia Meloni sta ragionando su una serie di opzioni.

Voci interne a Fratelli d’Italia parlano di una nuova aliquota più bassa, che potrebbe essere compresa tra il 60-70%; si punta anche a rendere più strutturale il Superbonus, con una durata di parecchi anni, magari accorpando diversi bonus in una sola aliquota.

Tra le proposte, si parla anche di variare le agevolazioni in base al reddito o in base al tipo di edificio (prima casa, seconda casa).

Per il momento, non sembrano esserci idee per migliorare il Superbonus per quanto riguarda la sua efficacia dal punto di vista energetico, ad esempio eliminando la possibilità di installare nuove caldaie a gas.

Anche diversi attori della filiera delle costruzioni, tra cui Ance, si legge sulle agenzie di stampa, stanno lavorando a delle proposte sui bonus edilizi. Le richieste principali sembrano due: prorogare di 6 mesi le attuali scadenze e allargare gli orizzonti temporali del nuovo Superbonus, stabilizzandolo per un certo numero di anni.

Tra i problemi da risolvere, spicca il nodo della cessione dei crediti collegati ai bonus edilizi; il decreto Aiuti bis ha sciolto il nodo della responsabilità in solido tra cedente e cessionario dei crediti, ma resta da vedere se il mercato sarà in grado di ripartire in fretta e mancano ancora dei tasselli, in primis una nuova circolare delle Entrate sulla questione.

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