Il Clean Cooking e l’empowerment femminile in Africa

In Africa la cottura pulita e la sua elettrificazione è una sfida energetica, sanitaria e sociale. Il coinvolgimento nel processo di cambiamento delle donne può fare la differenza e creare opportunità nelle comunità.

ADV
image_pdfimage_print

La transizione verso sistemi di cottura puliti è una delle grandi sfide per garantire l’accesso universale all’energia.

Il tema aveva assunto una crescente rilevanza nel dibattito internazionale, anche grazie al percorso avviato con il Clean Cooking Summit di Parigi del 2024 e proseguito con diverse iniziative internazionali.

Dei 2,2 mld $ promessi a Parigi, 750 milioni sono già stati erogati, mentre negli ultimi due anni sono stati annunciati ulteriori 900 milioni di dollari. Un segnale positivo, che testimonia l’attenzione nel contrastare una delle principali disuguaglianze energetiche a livello globale.

Nonostante questi progressi, la sfida è ancora gigantesca visto che circa 2,3 miliardi di persone nel mondo non hanno ancora accesso a sistemi moderni per cucinare e circa la metà di queste vive nell’Africa subsahariana.

È proprio su questo divario che RES4Africa Foundation intende continuare a lavorare, sostenendo lo sviluppo di soluzioni energetiche più accessibili e sostenibili per il continente.

Cosa si intende per “clean cooking”

Secondo la definizione dell’International Energy Agency (Iea) si tratta di soluzioni che rilasciano meno sostanze inquinanti nocive, sono più efficienti e più sostenibili dal punto di vista ambientale rispetto ai sistemi tradizionali basati su biomassa solida, carbone o cherosene.

Ne fanno parte, tra le altre, le stufe migliorate, i sistemi a biogas e biodigestori, le cucine elettriche e quelle alimentate a Gpl, gas naturale o etanolo.

Il passaggio a queste tecnologie non riguarda però soltanto l’efficienza energetica o la riduzione delle emissioni, ma anche gli aspetti sanitari. La combustione dei combustibili tradizionali espone le persone che vivono nelle abitazioni a fumi tossici, aumentando il rischio di malattie respiratorie e, nei casi più gravi, di morte prematura.

Anche la raccolta del combustibile è poi un pesante onere fisico: in Africa, le donne trascorrono in media 4 ore al giorno alla ricerca di legna e carbone, spesso dovendosi allontanare dalle proprie comunità e affrontando anche potenziali rischi per la propria sicurezza, come evidenziato dal report Iea “Universal Access to Clean Cooking in Africa“.

Anche una questione di uguaglianza e parità di genere

È quindi evidente come l’accesso a modalità di cottura più sicure, efficienti e sostenibili sia anche una questione di parità di genere. In molte comunità, sono soprattutto le donne a occuparsi della preparazione dei pasti e, di conseguenza, sono anche quelle che subiscono gli effetti dell’assenza di sistemi moderni per cucinare.

Per questo motivo, il loro ruolo in questo processo non può limitarsi a quello di utenti finali. Le donne devono essere coinvolte lungo tutta la filiera del clean cooking: dalla progettazione all’analisi delle esigenze degli utenti, dalla riprogettazione delle tecnologie alla loro commercializzazione.

La loro esperienza diretta e la conoscenza delle dinamiche familiari e delle comunità locali possono contribuire a sviluppare soluzioni più efficaci e realmente adatte ai contesti ambientali e sociali in cui vengono utilizzate. Il settore ha quindi bisogno di più donne come beneficiarie, ma anche come ingegnere, progettiste, imprenditrici e leader.

Ma per garantire che queste soluzioni vengano adottate e utilizzate nel lungo periodo anche gli uomini e i ragazzi devono essere parte del cambiamento. La ricerca dimostra che il loro coinvolgimento può favorire una maggiore comprensione delle dinamiche legate alla preparazione dei pasti e contribuire a rendere l’adozione delle nuove tecnologie una scelta condivisa dall’intera comunità.

Coinvolgere gli uomini nel percorso verso la cottura pulita non significa mettere in discussione l’empowerment femminile, ma, al contrario, può rappresentare un elemento importante per renderlo sostenibile. La parità di genere richiede la responsabilità e il coinvolgimento di tutta la società, a partire dalle nuove generazioni.

Il lavoro di RES4Africa Foundation

È su questi apetti che RES4Africa Foundation lavora insieme ai propri partner in Africa e in Europa, sostenendo lo sviluppo del settore elettrico e, in particolare, dell’e-cooking, l’elettrificazione della cottura.

Attraverso il programma di innovazione RAISEAfrica, la Fondazione sostiene progetti e giovani talenti che stanno sviluppando nuove soluzioni per rispondere alle esigenze energetiche del continente.

Tra questi c’è Mercy Kyalo, vincitrice del Young Talent of the Year Award 2024 e oggi Ceo e fondatrice di Feion Green Ventures in Kenya. Con il suo lavoro nel campo della cottura istituzionale su larga scala, Kyalo è un esempio di come nuove leadership femminili possano contribuire a trasformare un settore ancora in evoluzione.

Il percorso verso il clean cooking, dunque, non è soltanto una questione tecnologica o energetica, ma un’opportunità per ridurre le disuguaglianze, migliorare la salute, alleggerire il carico che grava sulle donne e creare nuove opportunità di partecipazione e leadership.

Per essere davvero inclusiva e duratura, questa trasformazione richiederà il coinvolgimento di tutti, donne e uomini, ragazze e ragazzi. Così sarà possibile fare dell’elettrificazione della cottura una soluzione energetica e uno strumento per contribuire a costruire comunità più eque, resilienti e sostenibili.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy