Auto elettriche, la spinta degli incentivi si affievolisce

A luglio aumentano ancora le immatricolazioni di modelli elettrici in Italia rispetto al 2025, ma la crescita rallenta. Dati e raccomandazioni di Motus-E e Unrae.

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Aumentano ancora le immatricolzioni di auto elettriche in Italia a luglio, con una quota complessiva di mercato sopra l’8% nei primi sette mesi del 2026, anche se la crescita rallenta rispetto all’inizio dell’anno perché la spinta degli incentivi si sta esaurendo.

Questo lo scenario descritto da Motus-E (associazione che promuove la mobilità elettrica) e dall’Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) nei dati pubblicati ieri, 3 agosto.

La tabella sotto dell’Unrae riassume la struttura del mercato italiano per alimentazione delle vetture immatricolate; è bene precisare che ci sono lievi differenze rispetto ai numeri pubblicati da Motus-E (quest’ultima sottolinea che i suoi dati sono una stima sulla base delle immatricolazioni mensili, al netto di un’ipotesi di radiato).

Dalla tabella emerge che a luglio si sono vendute 7.368 auto elettriche “pure” (Bev, Battery electric vehicle), quasi il 25% in più rispetto allo stesso mese del 2025.

Da gennaio a luglio le vendite dei modelli elettrici hanno raggiunto 86.991 unità, +71,4% in confronto allo stesso periodo di un anno fa, con una quota di mercato complessiva che si è attestata all’8% (5,2% nei primi sette mesi del 2025).

La quota di mercato però è tornata sotto il 6% a luglio, mentre a giugno le auto elettriche hanno toccato il 10% delle vendite totali nel mese.

“L’accelerazione impressa dagli incentivi statali sembra aver ormai esaurito completamente i propri effetti sulle immatricolazioni di queste auto”, segnala l’Unrae in una nota. Anche Motus-E evidenzia che il mercato sta rallentando con il progressivo esaurimento delle registrazioni di auto acquistate con gli incentivi introdotti a ottobre 2025, i cui fondi erano terminati in un solo giorno.

A giugno, mentre l’Italia arrivava al 10% di quota di elettrico sul totale venduto, poco più della Spagna (9,6%), la Francia sfiorava il 30% e la Germania superava il 28%.

Come osserva Fabio Pressi, presidente di Motus-E, “il ritardo sull’elettrico e l’andamento a strappi del mercato, confermato dalla recente corsa all’Ecobonus per i veicoli commerciali, riflette le difficoltà incontrate nella pianificazione di strumenti incentivanti chiari e prevedibili”.

“Per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile almeno una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un’importante convergenza della filiera”, aggiunge Pressi.

Anche il presidente dell’Unrae, Roberto Pietrantonio, ribadisce “l’urgenza di una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, oggi penalizzata da un divario di competitività rispetto ai principali Paesi europei”, precisando che “è prioritario rivedere le aliquote e adeguare i tetti massimi di deducibilità dei costi per acquisti, leasing e noleggi”.

Tornando alla tabella, si osserva, infine, che le vetture ibride sono leader di mercato, con quasi metà delle vendite complessive da gennaio a luglio 2026, cinque punti percentuali in più in confronto ai primi sette mesi del 2025.

A luglio le immatricolazioni di modelli ibridi sono state 59.420, +11,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una quota di mercato pari al 47,5%.

Intanto il diesel è rimasto sotto il 7% dell’immatricolato, mentre le auto a benzina sono scese intorno al 19% e quelle ibride plug-in (Phev) hanno superato il 10% a luglio (9,2% nel cumulato dei sette mesi iniziali del 2026).

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