In arrivo 594 milioni per la mobilità sostenibile di Città metropolitane e Comuni

I fondi del Mase per i progetti di mobilità urbana degli enti pubblici. Intanto in Parlamento lo schema di recepimento della direttiva Ue sulla qualità dell’aria.

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Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica mette in campo 594.450.000 euro per l’attuazione del Piano d’azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria.

In particolare, i fondi fanno capo al decreto direttoriale n. 319 del 26 agosto 2026 che approva la graduatoria di progetti ammessi al Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana, per un valore complessivo di 494,45 milioni di euro (il provvedimento è in fase di verifica presso l’Ufficio centrale di Bilancio).

I beneficiari sono 49 enti tra Città metropolitane e Comuni, inclusi i capoluoghi di provincia con oltre 50.000 abitanti nelle aree interessate dal contenzioso europeo sulla qualità dell’aria.

A ciò si aggiunge il Programma per il rinnovo e il potenziamento delle flotte del trasporto pubblico locale (Tpl), al quale è stata assegnata una prima dotazione di 100 milioni di euro destinata a 12 Città metropolitane in dieci Regioni interessate da procedure di infrazione europea per superamento dei valori limite di PM10 (procedura n. 2014/2147) e NO2 (procedura n. 2015/2143).

In questo caso i soggetti beneficiari dovranno presentare i progetti a seguito della messa disposizione di questi fondi.

Il programma sul Tpl è stato istituito con decreto direttoriale n. 266 del 22 luglio 2026 (disponibile in basso), ammesso alla registrazione della Corte dei Conti il 17 agosto 2026 e pubblicato sul sito del ministero il 25 agosto.

In entrambi i casi, commenta la viceministra al Mase, Vannia Gava, si tratta di “misure strutturali e investimenti concreti sui territori. Il Governo è al fianco delle amministrazioni per una mobilità urbana più sostenibile, efficiente e moderna”.

Rinnovo e potenziamento dei mezzi pubblici

Il programma relativo al Tpl ammette la sostituzione dei mezzi inquinanti con alternative più sostenibili. Nello specifico si potranno acquistare:

  • nuove immatricolazioni categoria M2 o M3 elettriche o alimentate a idrogeno destinati al potenziamento del Tpl urbano, suburbano ed extraurbano;
  • nuove immatricolazioni categoria M2 o M3 elettriche, a idrogeno, ibride o a metano classe Euro 6E, con contestuale rottamazione di un pari numero di veicoli di categoria M2 o M3 classe Euro V o meno, sempre destinati al trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano;
  • nuove immatricolazioni di mezzi elettrici per il potenziamento del servizio Tpl lagunare;
  • nuove immatricolazioni di mezzi ibridi per il Tpl lagunare con contestuale rottamazione di un pari numero di mezzi della stessa tipologia, ma maggiormente inquinanti.

Qualità dell’aria, il recepimento della direttiva Ue in Parlamento

Rimanendo nello stesso ambito tematico, si segnala che è arrivato in Parlamento lo schema di decreto legislativo per l’attuazione della direttiva Ue 2024/2881, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.

Il testo (disponibile in basso) risulta stampato alla Camera, dove ha assunto il numero di protocollo 435 ed è stato assegnato alla commissione Ambiente. In precedenza era stato approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto.

Sono previsti limiti più stringenti per i principali inquinanti atmosferici sulla base delle indicazioni Oms, tra cui PM2,5, PM10, biossido di azoto e biossido di zolfo.

Vengono inoltre rafforzati il monitoraggio, la qualità dei dati raccolti e l’impiego di strumenti di valutazione in grado di offrire una rappresentazione più completa delle condizioni dell’aria sull’intero territorio.

Infine, arrivano nuovi strumenti di programmazione, tra cui le tabelle di marcia per il raggiungimento dei valori previsti a partire dal 2030, mentre i piani per la qualità dell’aria locali dovranno essere adottati entro termini definiti e contenere le misure necessarie a conseguire il rispetto dei valori limite nel più breve tempo possibile.

Tra le azioni previste anche il rafforzamento degli obblighi di informazione al pubblico, con la diffusione di contenuti chiari, tempestivi e comprensibili sulla qualità dell’aria, sui superamenti dei limiti, sui rischi per la salute e sui comportamenti utili a ridurre l’esposizione.

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