Mobilità elettrica urbana: i ritardi, i progressi e le sfide per il nostro paese

Una visione delle strategie e delle misure in atto per promuovere la mobilità elettrica, evidenziando sia i progressi fatti che le sfide ancora da affrontare, in Europa, ma specialmente in Italia. Il report curato da Kyoto Club e A2A.

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Il settore dei trasporti è tra i maggiori contributori alle emissioni dell’Unione europea (circa un quarto del totale), ma anche una delle cause dell’inquinamento atmosferico: è infatti la prima fonte emissiva di ossido di azoto e tra le principali di particolato.

In sintesi, è causa di problemi sanitari, economici e ambientale, che richiedono interventi a largo spettro: aumento del trasporto collettivo, della sharing mobility e dell’elettrificazione di veicoli pubblici e privati, ambiti in cui il nostro paese è molto indietro, praticamente fermo negli ultimi due decenni.

Se ne è parlato il 22 maggio a Roma in occasione della presentazione del position paper “Mobilità elettrica urbana: una giusta transizione”, curato da Kyoto Club in collaborazione con A2A.

Emissioni e trasporto su strada

Nel documento (allegato in basso) si analizzato il contesto europeo e nazionale del settore dei trasporti, approfondendo le principali normative in materia. Sono forniti numerosi dati sull’impatto di tutto il comparto in termini di inquinamento ed emissioni, delineando diverse previsioni e scenari, a partire dalle città.

Negli ultimi tre decenni l’unico settore a vedere una crescita delle emissioni di gas serra è stato proprio quello dei trasporti, con un aumento del 33,5% tra il 1990 e il 2019.

In particolare, le autovetture sono fra i mezzi più climalteranti: causano il 60,7% del totale delle emissioni di CO2 del trasporto su strada.

Secondo lo studio, la riduzione delle emissioni di questo segmento del trasporto grazie alla diffusione dei veicoli a zero emissioni e alla fine vendita delle auto endotermiche (il Regolamento UE 2023/851 prevede che tutte le nuove auto e i furgoni immatricolati al 2035 in Europa dovranno essere a emissioni zero), trainata dalle norme in materia di CO2, consentirà un netto miglioramento della qualità dell’aria nelle città.

Ricordiamo che l’obiettivo Ue di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra per il 2040 è del 90%.

La strada è la mobilità elettrica

In Europa le nuove immatricolazioni di auto elettriche sono aumentate da 600 nel 2010 a 1,74 milioni nel 2021, pari al 18% delle nuove immatricolazioni.

E nel 2022 quasi il 22% delle nuove immatricolazioni di autovetture erano elettriche.

Interessanti i progressi, tanto che nel documento si ricorda che l’auto elettrica ha aumentato la sua autonomia media dai 211 km del 2015 a 350 km del 2021 e che in termini di prezzo iniziale la parità con quelle a benzina/diesel si raggiungerà già tra il 2025 e il 2027. Ovviamente i costi di gestione sono già nettamente favorevoli all’elettrico.

L’elettrificazione dovrà però coinvolgere tutte le componenti della mobilità: autobus pubblici e privati, veicoli commerciali, veicoli per la sharing mobility.

Sul segmento autobus in Italia si sta favorendo l’elettrificazione tramite i finanziamenti del PNRR che permetteranno di elettrificare entro il 2026 circa il 30% delle flotte di autobus urbani nelle città monitorate.

Esperienze delle città europee e italiane

Il report illustra, inoltre, le misure e le esperienze virtuose di alcune importanti città europee impegnate da tempo per favorire lo sviluppo dei trasporti a emissioni zero.

Tra quelle meglio attrezzate per la mobilità elettrica sono segnalate Reykjavík, Glasgow, Lisbona, Budapest e Oslo.

Vengono presentate anche le strategie in tema di elettrificazione di tre principali città italiane, Roma, Milano e Napoli, e quelle partecipanti alla missione europea NetZero2030, che stanno lavorando per la transizione verso la mobilità sostenibile.

Le proposte di Kyoto e A2A alle istituzioni

Insomma, il report evidenzia sia i progressi significativi fatti che le tante sfide ancora da affrontare, specialmente in Italia ed è per questo che Kyoto Club e A2A hanno indicato alcune proposte alle istituzioni locali e nazionali. Tra queste:

  • introdurre, nel Piano previsto dal Regolamento (UE) 2023/1804 (AFI), target vincolanti per gli enti locali (comuni, province, città metropolitane) al 2025, 2030, 2035;
  • armonizzare a livello nazionale i permitting comunali per l’installazione di infrastrutture di ricarica e promuovere la realizzazione di Low Emission Zones;
  • completare l’elettrificazione del trasporto pubblico urbano su gomma entro il 2030.

“I recenti dati Ispra confermano che nel 2022 la CO2 prodotta dai trasporti italiani, è cresciuta invece di ridursi. Questo aspetto, insieme al miglioramento della qualità dell’aria, richiede numerosi interventi verso la mobilità attiva e azioni per l’elettrificazione di veicoli e dei servizi, a partire dalla mobilità urbana. Con questo rapporto vogliono sollecitare l’adozione di strategie e azioni concrete da parte delle istituzioni nazionali e locali per far crescere la mobilità elettrica” ha dichiarato Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club

“L’analisi mostra che la transizione verso la mobilità a zero emissioni è una tappa fondamentale del processo di decarbonizzazione e che le città sono protagoniste di questo percorso”, ha commentato Fabio Pressi, Amministratore Delegato di A2A E-Mobility.

“A2A, che da oltre 10 anni investe in questo settore, ha pensato a una soluzione innovativa per elettrificare i contesti urbani, che tiene conto delle esigenze dei cittadini e dei vincoli architettonici, come il progetto “City Plug” che prevede una ricarica per veicoli elettrici diffusa e lenta, ideale per chi non ha a disposizione un box, che non sottrae spazio alla sosta pubblica e con impatto minimo sulla rete elettrica locale. Ad oggi queste colonnine sono già presenti a Brescia e a Milano e per il capoluogo lombardo abbiamo in programma di installarne 2.000 nei prossimi due anni. Crediamo che queste due prime case history possano rappresentare un modello virtuoso e replicabile anche in tante altre città italiane”, ha detto Pressi.

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