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Parte “Civico 5.0”, il progetto di Legambiente per l’efficienza nei condomini

  • 30 Gennaio 2018

Efficientamento energetico in edilizia, condivisione, ma anche agevolazioni fiscali e vantaggi ambientali. Sono questi i temi al centro di "CIVICO 5.0", la nuova campagna di studio e informazione di Legambiente che divulga metodi e buone pratiche di efficientamento nei condomini italiani.

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Efficientamento energetico in edilizia, condivisione e sharing economy, ma anche agevolazioni fiscali e vantaggi ambientali.

Sono questi i temi al centro di “CIVICO 5.0, un altro modo di vivere il condominio”, la nuova campagna di studio e informazione di Legambiente.

Il progetto – spiega l’associazione in una nota stampa – è pensato per sensibilizzare cittadini, amministrazioni e costruttori sull’importanza di un nuovo modello di vivere e progettare i condomini e i loro spazi; dando consigli utili e strumenti concreti per migliorare la qualità della vita dei palazzi condominiali, per capire come abbattere i costi in bolletta.

Il tutto attraverso una web app – si spiega – con la quale il cittadino potrà trovare anche la mappa dei monitoraggi effettuati da Legambiente nel 2017 e negli ultimi cinque anni (su 100 condomini di ben 33 città), che mettono in evidenza come molti degli edifici, dal punto di vista energetico, siano “case colabrodo” che disperdono il più delle volte energia termica d’inverno e si surriscaldano d’estate.

Il patrimonio edilizio in Italia

In Italia – spiega Legambiente  – l’82% degli edifici è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa in materia di efficienza energetica.

Gli edifici residenziali in mediocre o pessimo stato di conservazione sono pari al 16,8% del totale. Nel 2017 Legambiente ha realizzato un’indagine termografica su dieci palazzi condominiali tra Roma, Napoli e Potenza costruiti nel dopoguerra e in anni più recenti.

Su gran parte di questi immobili, i problemi sono evidenti e comuni: dispersioni termiche da solai, pilastri, infissi e dalle pareti perimetrali da cui molto spesso è visibile l’impronta rilasciata dal calorifero.

A questo si affianca il problema dei costi che gravano sulle famiglie italiane – prosegue l’associazione – la spesa energetica è una voce rilevante per le famiglie ed è pari a 2689 euro l’anno (521 euro per l’energia elettrica, 1.024 euro/anno per la produzione di acqua calda sanitaria, cucina e riscaldamento, 1.144 euro per la mobilità). Un costo che, invece, si può facilmente ridurre anche grazie agli incentivi (ecobonus e sismabonus) che consentono di detrarre le spese.

Per questo Legambiente attraverso la web app dà anche una serie di informazioni utili sui vantaggi dei nuovi incentivi per la casa (previsti nell’ultima Legge Bilancio: ecobonus per i condomini, conto termino 2.0 e sismabonus), sui materiali innovativi che si possono usare e, poi, dà spazio anche a buone pratiche ed esperienze di sharing economy condominiale.

In particolare con l’Ecobonus – ricorda Legambiente – per le famiglie sarà possibile cedere il credito alle imprese che realizzano l’intervento o alle banche. Così da permettere anche alle famiglie con limitate possibilità di spesa di realizzare questi interventi che, di fatto, ampliano le possibilità di rinnovare il patrimonio edilizio italiano con benefici in termini di vivibilità, di salubrità dell’aria e di risparmio economico.

Ciò permetterà di aprire migliaia di cantieri in tutta Italia e rilanciare il settore delle costruzioni creando un beneficio per le città e l’ambiente.

Sul sito verranno, inoltre, di volta in volta pubblicati i risultati dei nuovi monitoraggi energetici che saranno effettuati nel 2018 dagli esperti di Legambiente sullo stato di salute dei condomini.

Sharing economy condominiale

Nella Penisola non mancano esempi di buone pratiche e di condomini che credono nella condivisione per ridurre i consumi.

Da Milano arriva l’esempio del condominio green di San Gregorio. Costruito ad inizio del ‘900, con 49 abitazioni totali, è il felice risultato di un modello di sharing economy condominiale.

Raccolta olii esausti, pile, raee e farmaci scaduti, orti urbani in cortile sono alcuni dei servizi messi a disposizione per questa significativa realtà condominiale. Sempre a Milano c’è poi il progetto del Villaggio Barona che ha sperimentato nuove soluzioni in tema housing sociale, riuscendo nella riqualificazione di un’area urbana degradata e rafforzando il senso di appartenenza ad una comunità.

A Ferrara il progetto del Cohousing San Giorgio di Ferrara nato dall’iniziativa dell’associazione “Cohousing Solidaria”, ha radunato negli anni ben 42 famiglie interessate ai temi dell’abitare condiviso, ospitando persone sole, famiglie con bambini e adolescenti. L’edificazione dello stabile (2015) è avvenuta in linea con i principi progettuali, con l’intenzione di raggiungere la qualificazione nZEB – nearly zero energy building.

Il complesso ha vinto il “Green Building Solutions Awards 2015”, concorso internazionale che ogni anno premia gli operatori del settore che hanno progettato e costruito edifici esemplari con soluzioni tecnologiche che contribuiscono alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Altra storia di condomini green è quella di Vivit, un nuovo modello residenziale che sta sorgendo nel territorio piacentino di Fiorenzuola D’Arca. Un servizio abitativo composto da 20 appartamenti pensato per persone anziane autosufficienti. Il condominio è abitato anche da single o giovani.

Tra i servizi a disposizione: il car sharing, la condivisione della bicicletta, della palestra, dell’orto, del Wi-Fi e della lavanderia e poi spazi per attività di svago.

Alla base di tutto ci sono i valori di accoglienza, sostenibilità e funzionalità per poter offrire case confortevoli, luminose e accessibili abbattendo le barriere architettoniche. Tutta la riqualificazione dell’edificio è stata condotta seguendo criteri di sostenibilità. Gli interventi di efficentamento energetico vanno dall’istallazione di un cappotto esterno, alle caldaie a condensazione, oltre al collegamento con un impianto di cogenerazione.

Testimonial CIVICO 5.0

Chi vorrà potrà anche candidarsi per diventare testimonial della campagna di Civico 5.0 raccontando la propria esperienza. Raccontare la propria esperienza può rappresentare non soltanto uno strumento per dimostrare quanto è possibile fare in termini di efficienza e condivisione, ma anche uno stimolo verso cittadini, amministrazioni e progettisti nel ripensare spazi e modalità di intervento, per i nuovi edifici, ma soprattutto per quegli esistenti. Le migliori storie verranno pubblicate sul sito e diffuse come casi concreti da esempio per altre famiglie.

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