L’illuminazione a LED è stata oggetto di recente di numerose critiche da parte di alcune testate.

In particolare un primo articolo critico è stato pubblicato lo scorso 6 gennaio 2017 su Il Venerdì di Repubblica (“Attenzione, in Italia ogni cosa è (male) illuminata”); in seguito anche un servizio (“Luce Sprecata”) andato in onda a gennaio in occasione della trasmissione televisiva “Presa Diretta” (RAI3), ha mosse delle accuse a diversi aspetti dell’illuminazione pubblica, oltre che di quella a LED.

Le associazione AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) e ASSIL (Associazione Nazionale Produttori Illuminazione) ritengono che le informazioni contenute in questi servizi mancassero di un adeguato approfondimento e supporto scientifico, con il rischio di provocare un ingiustificato allarmismo e disinformazione nell’opinione pubblica.

Anche su QualEnergia.it una voce critica è stata di recente quella di Angelo Nogara che ha proposto per l’illuminazione pubblica e industriale un confronto tra la tecnologia a induzione magnetica e quella a LED, a favore della prima su diversi aspetti come durata, affidabilità, comfort visivo e bassi consumi.

Un articolo, ques’ultimo, anche in risposta alle posizioni a favore dei LED dell’ingegner Gianni Forcolini del Politecnico di Milano che più volte ha scritto ed è stato interpellato da QualEnergia.it (ad esempio: Illuminazione a LED: evoluzione e prospettive di un mercato in ascesa; LED e OLED, una pubblicazione sulle nuove tecnologie al servizio del lighting design; Speciale “Nuovi LED per ambienti interni ed esterni”, ecc.).

AIDI e ASSIL, alla luce di questa campagna non certo positiva sull’illuminazione a LED, hanno elaborato un breve Position Paper dal titolo “Illuminazione a LED per il benessere”, che qui sotto risportiamo, proprio per chiarire alcuni aspetti qualitativi, sugli impatti e sulle opportunità della rivoluzione tecnologica in atto nel settore dell’illuminazione, grazie soprattutto all’uso della tecnologia LED.

Position paper AIDI – ASSIL

Gli impianti di illuminazione costituiscono un’infrastruttura energivora e vitale. La continua evoluzione tecnologica delle sorgenti, con particolare riferimento al LED, accanto alle accresciute conoscenze della risposta umana agli stimoli luminosi e alla disponibilità di strumenti di misura e di calcolo sempre più sofisticati, ha determinato una rivoluzione senza precedenti, che rende improrogabile una diffusione estesa e capillare della cultura e qualità della luce e, con essa, della progettazione illuminotecnica che è il primo passo di un processo complesso che vede coinvolta tutta la filiera, in particolare: i progettisti, le aziende produttrici degli apparecchi e le imprese di installazione e manutenzione degli impianti.

Nonostante le differenze sociali e culturali nei diversi paesi nel mondo, l’importanza attribuita all’illuminazione è universalmente riconosciuta come primaria, sia per quanto riguarda gli ambienti esterni che interni.

La pubblica illuminazione è infatti necessaria non solo a garantire la sicurezza degli esseri umani, sia per quanto riguarda il traffico stradale che per la prevenzione da aggressioni ed atti criminali, ma anche per conferire ai diversi luoghi (urbani e extraurbani) una specifica connotazione che ne consenta la corretta fruizione. L’illuminazione negli spazi urbani sia pubblici che privati consente, in particolare nei luoghi caratterizzati da elevata qualità edilizia e/o ambientale, di valorizzare tali contesti, mettendo in evidenza gli elementi di particolare significato o di elevato valore artistico o architettonico e consentendo una gradevole e corretta percezione degli spazi.

La Smart City oggi è una strategia nella quale la luce svolge un ruolo ancor più importante per offrire scenari dinamici e rispondere alle numerose e diverse esigenze della città. Gli stessi impianti di illuminazione costituiscono una struttura indispensabile per servizi considerati sempre più imprescindibili: connettività, telecontrollo, stazioni di ricarica per veicoli elettrici, ecc.

La tecnologia digitale, caratteristica dei LED, richiede ancor più prodotti di alta qualità per garantire agli utenti risultati di efficienza e affidabilità reali. Ciò si può ottenere con investimenti elevati sia nelle tecnologie che nella competenza delle maestranze delle aziende produttrici di apparecchi di illuminazione e dei loro componenti.

Occorre, non da ultimo, tenere conto dell’impatto estetico dell’apparecchio di illuminazione, che è anche oggetto di arredo urbano e il cui design deve correttamente integrarsi in modo da realizzare condizioni di qualità e decoro, in particolare nei magnifici centri storici di cui è ricco il nostro Paese, deve rispondere a livelli di qualità e di prestazione richiesti dagli utenti.

Per quanto riguarda gli ambienti interni, la variegata molteplicità delle funzioni e dei compiti visivi, insieme alle esigenze di benessere degli individui, nel senso più ampio del termine, fa sì che l’illuminazione artificiale rappresenti oggi una delle componenti più importanti della progettazione dei luoghi residenziali e del terziario, sia ad integrazione dell’illuminazione naturale che quando questa non è presente.

La sempre maggiore diffusione di sistemi di controllo automatico per esigenze sia di comfort che di risparmio energetico, richiede a monte una accurata e competente progettazione dell’impianto di illuminazione che tenga conto sia degli effetti complessivi della luce sugli individui, sia delle potenzialità offerte dalle attuali tecnologie.

L’inderogabilità della professionalità e competenza specifica del progettista illuminotecnico assumono, in questo contesto culturale e tecnologico, un’importanza ancor maggiore rispetto al passato. Il valore delle scelte progettuali può essere garantito solo grazie a prodotti di qualità certificata, di imprese di installazione e gestione degli impianti qualificate. Una catena del valore che deve avere come priorità il benessere degli utenti e il rispetto dell’ambiente.

Discutere solo di alcuni parametri, senza tenere conto del quadro globale, può risultare fuorviante e semplicistico e può essere utilizzato come elemento strumentale finalizzato all’interesse di alcuni fornendo una cattiva informazione all’utenza che non sempre ha elementi di valutazione.

Infatti, certe informazioni, se canalizzate in modo mediaticamente incisivo, arrivano a fornire dei messaggi al cittadino che penalizzano moderne e sicure soluzioni tecnologiche che uniscono ad una forte riduzione dei consumi un significativo miglioramento della qualità della luce e di tutto ciò che ne consegue.

Un valido esempio è il recente dibattito sulla temperatura di colore, che, indipendentemente dalla fondatezza di quanto asserito sulle conseguenze negative dell’uso di lampade a 4000 K che è tutta da dimostrare sul piano scientifico, fornisce all’utente non esperto un messaggio di pericolo sull’uso dei LED che è assolutamente fuorviante.

Al solo beneficio della verità, appare strano che solo oggi si evidenzino tali problemi quando è noto che questi valori di temperatura di colore sono stati per decine di anni tipici della grande maggioranza delle lampade da esterno (ad esempio si pensi alle obsolete lampade al mercurio, oppure a quelle ad alogenuri) e di quelle da interno (tutte ad esclusione delle lampade ad incandescenza: nel terziario la quasi totalità degli ambienti è illuminata da fluorescenti con temperatura di colore di 4000 K).

Risulta in particolare eccessiva la valutazione negativa in merito al potenziale rischio alla salute delle sorgenti LED per la pubblica illuminazione, in considerazione della limitata e discontinua esposizione dell’uomo alla sorgente di luce e ai ridotti valori di illuminamento che caratterizzano l’illuminazione di ambienti esterni.

Esigenze di carattere economico ed energetico spesso impongono una drastica riduzione dei consumi, favorita dalla tecnologia LED, ma questo non implica assolutamente che gli impianti possano e debbano essere valutati solo secondo questo aspetto, mettendo in secondo piano gli aspetti qualitativi, anzi il ricorso a questa tecnologia deve essere un’ottima opportunità per migliorarli.

Non ha molto senso quindi giudicare un intervento oppure, ancor peggio, intervenire con la proposta di un progetto basandosi solo su un parametro o su uno solo degli aspetti che caratterizzano l’illuminazione e attribuire a tale parametro la qualità dell’illuminazione.