Capacity market urgente per Assoelettrica, ma non per Enel e settore delle rinnovabili

Il presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, scongiura possibili piani di dismissioni di molte centrali attualmente poco operative. Dopo il record di domanda elettrica del 7 luglio chiede un'adeguata remunerazione per questi 'impianti di riserva'. Visioni molto diverse sono quelle di Enel e di Anev. Quest'ultima spiega perché meglio investire in rinnovabili.

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Il presidente di Assoelettrica Chicco Testa, a 10 mesi dalla fine del suo mandato, ha colto l’occasione del record di domanda di energia elettrica del 7 luglio scorso per ritornare decisamente sulla richiesta di capacity market, cioè di una remunerazione specifica per mantenimento in funzione di centrali termoelettriche, attualmente poco operative, al fine di ottenere un certo margine di riserva e di flessibilità del sistema elettrico.

Ricordiamo che lo schema di capacity market è stato presentato da Governo, Autorità per l’Energia e Terna alla Commissione europea per una valutazione e che le posizioni di Assoelettrica e Autority sono molto vicine.

“Il sistema elettrico italiano, in particolare negli ultimi anni, è stato caratterizzato da un drastico calo della domanda elettrica e dall’incremento della generazione da fonte rinnovabile. A seguito della scarsa utilizzazione degli impianti, diversi operatori titolari di unità di produzione alimentate da fonti convenzionali si stanno orientando verso piani di dismissione o sono in una situazione tale da ritenere probabile future riduzioni di capacità sul proprio parco di generazione. Il perdurare dell’attuale situazione potrebbe spingere a considerare ulteriori chiusure o messa in conservazione in relazione alla inadeguata redditività proveniente dalle attività di mercato”, ha dichiarato Testa.

Per il presidente di Assoelettrica, a fronte della maggior richiesta nei paesi confinanti e delle limitazioni di rete interne alla penisola, si stanno determinando delle situazioni di criticità che comportano un massiccio ricorso, da parte del Gestore di rete, a impianti che finora non avevano praticamente mai funzionato durante l’anno.

“Queste risorse – dice Testa – rappresentano un elemento chiave per la sicurezza del sistema elettrico e della continuità del servizio; eventuali decisioni che rendano indisponibile tale capacità potrebbero portare a non poter far fronte a situazioni di criticità”. Per questo motivo chiede urgentemente interventi normativi e remunerazioni adeguate per dare un quadro stabile nel tempo nel sistema elettrico e per evitare rischi al sistema.

Di diverso parere sul mercato delle capacità è l’a.d. di Enel Francesco Starace che lo ha più volte definito “un’aspirina” o “un palliativo che non attacca il male alla radice. Ciò che occorre sono segnali di prezzo di lungo termine”, spiegò qualche mese fa.

Anche il presidente dell’ANEV, Simone Togni la vede in modo differente da Testa e afferma “… se il Presidente dell’Associazione dei produttori fossili Chicco Testa suggerisce di risolvere la questione dando soldi agli impianti termoelettrici in difficoltà per mantenerli artificialmente in vita per qualche ora di picco (!), a noi sembra invece indispensabile ragionare con una visione più moderna e in linea con gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni”.

Togni ricorda che al momento del picco della settimana scorsa, le rinnovabili stavano coprendo il 40% della domanda, quindi circa 22.750 MW; pertanto le fonti fossili stavano producendo in quel momento 34.130 MW. Nel dicembre 2007, precedente record (solo 61 MW inferiore a quello del 7 luglio), le fossili termoelettriche coprivano circa 40.000 MW. In questi 8 anni la crescita delle rinnovabili – spiega Togni – ha consentito anche di poter affrontare queste modifiche dei carichi elettrici in maggiore sicurezza rispetto al passato.

Secondo il presidente ANEV “oggi grazie alle rinnovabili il margine di riserva e flessibilità del sistema è aumentato del 20% e in prospettiva solo l’ulteriore crescita delle rinnovabili e la conseguente copertura crescente dei consumi elettrici e dei picchi estivi, periodo nel quale sole e vento sono peraltro maggiormente disponibili, potrà garantire un’ ulteriore maggiore sicurezza al sistema. Insomma, meglio garantire la remunerazione necessaria alle rinnovabili per produrre energia elettrica pulita che sovvenzionare le fossili per restare chiuse”.

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