Finora l’EPIA, l’associazione europea dell’industria fotovoltaica, ha avuto un atteggiamento neutrale in merito alle misure protezionistiche messe in campo da Usa e Ue contro il fotovoltaico made in China, ma ora si è apertamente schierata contro dazi e altre barriere. In una nota redatta dall’amministratore delegato, James Watson, l’associazione plaude all’Environmental Goods Agreement, l’accordo che dovrebbe portare alla completa liberalizzazione del commercio internazionale di 54 prodotti “verdi” tra cui celle e moduli solari FV.

EPIA, si informa, “ha preso di recente la decisione di sostenere il libero commercio di prodotti solari” e, di conseguenza, auspica una “rapida conclusione dell’accordo sulla liberalizzazione del commercio dei beni e dei servizi verdi”. Gli attuali negoziati in sede WTO “rappresentano una grande opportunità per una significativa riduzione dei dazi sui prodotti solari”, che “stimolerebbe certamente la crescita dell’industria solare in tutto il mondo”. La liberalizzazione del commercio, si sottolinea “consentirebbe una riduzione del prezzo dei beni verdi, inclusi i prodotti solari, aumentando la domanda e perciò stimolando le opportunità di business per le aziende solari in tutta la catena di valore e in tutto il mondo”.

EPIA è comunque favorevole anche agli accordi bilaterali, come quello siglato da Ue e Cina. “Quando le parti sollevano preoccupazioni in merito alle pratiche commerciali, gli accordi negoziati tra i partner sono il modo più efficace per favorire il libero commercio”, rileva l’associazione, secondo la quale “le risoluzioni concordate delle dispute sono molto più efficienti dell’introduzione di dazi punitivi, che possono portare alla contrazione del mercato dei prodotti solari”.