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Enel organizzava manifestazioni “spontanee” contro Greenpeace

  • 22 Luglio 2013

I vertici dell'azienda organizzavano le contro-manifestazioni in risposta alle proteste ambientaliste spacciandole per 'azioni spontanee'. La verità emerge dalle carte del processo che vede imputati a Brindisi dodici dirigenti Enel con l’accusa di aver imbrattato di carbone campi e abitazioni vicini alla centrale “Federico II”.

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Per il buon esito di una manifestazione ci vogliono anche due megafoni, dieci fischietti da arbitro e dieci trombe nautiche a bomboletta. A stendere la “lista della spesa” non è il capo-ultras di una curva, ma un uomo dell’ufficio stampa di Enel. E i campi da gioco sono le centrali a carbone prese di mira da Greenpeace, più volte citata in giudizio dal colosso dell’energia per le sue azioni dimostrative…

La storia è raccontata in questo articolo del Fatto Quotidiano.

 

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