C.A.R.T.E. (Coordinamento Associazioni Rinnovabili Termiche ed Efficiena energetica) vuole richiamare l’attenzione del Governo e delle Autorità su alcuni temi che stanno preoccupando moltissimo le aziende del comparto termico e dell’efficienze energetica. Il Governo ha deciso di allocare parte del fondo di garanzia (art.4-ter – Schema di Decreto legge recante ‘Recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 Maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviata dalla Commissione Europea’)già accantonato per la realizzazione delle reti di teleriscaldamento a favore dell’efficienza degli edifici pubblici, giocando sul ritardo nell’emanazione del decreto attuativo che regola le modalità di funzionamento del medesimo fondo, costituito ad hoc dal d.lgs. 28/2011 art. 22.

L’Italia quindi esce con una bozza di Decreto che decurta le magre risorse destinate al teleriscaldamento! …ma non solo,  facendo questo limita gli interventi nel comparto dell’efficienza energetica. Si ritiene molto grave che le  risorse destinate, non ancora utilizzabili, per avviare piani industriali di vere e proprie infrastrutture energetiche a basso rischio di impresa, quali le reti di teleriscaldamento e raffrescamento, vengano decurtate per interventi sull’efficientamento degli edifici. Questa proposta consolida, se non verrà emendata, l’ineguaglianza di trattamento tra il comparto elettrico e termico da fonti rinnovabili. Seppur il comparto termico e dell’efficienza energetica sono quelli che garantiscono in termini di costi-benefici maggiori vantaggi per il sistema Paese, nella realtà sono i due settori in cui il Governo investe meno rispetto agli altri Stati Membri!

Inoltre Carte richiama l’attenzione del Governo e delle Autorità sulla grave esclusione dall’incentivazione del 55% delle pompe di calore, tale tecnologia al momento attuale rischia di rimanere senza alcun incentivo fiscale in assenza di un conto energia termico attivo e di nuove tariffazioni. Infatti  in assenza di una programmazione e di una certezza applicativa del Conto Termico, che al momento non è di fatto ancora partito e sul quale vi sono numerosi perplessità sulla reale applicabilità da parte degli utenti anche e per la mancanza di una tariffa elettrica dedicata per le pompe di calore prevista dal Conto Termico , C.A.R.T.E. crede sia indispensabile che i due sistemi di incentivazione, 55% e Conto Termico,  coesistano almeno fino a quando non sarà attivo ed efficiente il conto energia termico perciò almeno fino al 31 dicembre 2013.

C.A.R.T.E.sostiene che vi sia l’assoluta necessità di puntare sull’efficienza e sulle rinnovabili termiche perché espressione chiara della filiera industriale nazionale, oggi già in difficoltà. Incentivare la crescita e le aziende competitive del made in Italy, si traduce nel rilanciare del settore della green economy;  grazie alle rinnovabili termiche e all’efficienza  si può andare oltre l’obiettivo minimo obbligatorio del 17%, riducendo i costi dell’incentivazione e aumentando la ricaduta sull’economia italiana.

(Da comunicato C.A.R.T.E)