È in discussione al Parlamento il Dl Sviluppo che include tra l’altro anche il bonus fiscale per gli interventi di efficienza e risparmio energetico in edilizia e traspare dalle dichiarazione dei rappresentanti dei diversi partiti un approccio bipartisan per un sostegno stabile della misura. Un approccio che però dovrebbe non contraddire o comunque entrare in sinergia con quanto dovrà contenure il decreto, di prossima uscita, sulle rinnovabili termiche e sull’efficienza energetica.

“Ci appelliamo al buon senso del Governo per un’apertura nel decreto sviluppo sulle norme relative al credito d’imposta per la riqualificazione energetica degli edifici. Sarebbe auspicabile che questo strumento possa diventare strutturale cosi che cittadini e imprese possano massimizzarne i benefici. Altrimenti una proroga almeno triennale“. Lo dichiarano Stefano Saglia, capogruppo Pdl in commissione Attività produttive alla Camera dei Deputati ed Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd con un appello bipartisan al Governo sulla questione dell’ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici. “La detrazione del 55% – continuano i deputati – è un vero e proprio strumento di politica economica e una delle misure anticicliche più importanti che sono state attivate negli ultimi anni. È un modo concreto per rilanciare il settore dell’edilizia con effetti positivi anche sul piano dell’occupazione. Finora sono stati attivati oltre 1.400.000 interventi, per circa 17 miliardi di euro di investimenti, e la creazione di oltre 50 mila posti di lavoro all’anno nei settori coinvolti”.

Gli operatori chiedono comunque che l’incentivazione sia ben orchestrata e accessibile e siano rispettate determinate condizioni tecniche ed economiche dei prodotti e delle installazioni incluse nel provvedimento. Ne parleremo nei prossimi giorni su Qualenergia.it