“Non stiamo nella posizione di essere ottimisti”, ha dichiarato il primo ministro giapponese Naoto Kan, parlando della situazione dei reattori di Fukushima. Dalla centrale giapponese arrivano ancora brutte notizie. L’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare indica che potrebbe rialzare da 5 a 6, su una scala di 7, il livello di gravità dell’incidente. Ieri due lavoratori della centrale, che operavano al reattore 3, sono finiti all’ospedale per contaminazione e il governo di Tokio sta invitando all'”evacuazione volontaria” chi vive a meno di 30 chilometri dall’impianto (“per  migliorare la qualità della vita quotidiana” e non per una scelta “legata a motivi di sicurezza”).

Nei reattori 1 e 2 l’alto livello di radioattività dell’acqua – 10mila volte i valori normali – ha costretto alla sospensione dei lavori. Nel reattore 3 potrebbe essere stato danneggiato il contenitore delle barre di combustibile o  il nucleo: la radioattività, infatti, ha spiegato Hidehiko Nishiyama, portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese, citato dall’agenzia Kyodo News, sembrano provenire dal nucleo del reattore stesso e non dalla vasca. In allegato, in basso, trovate le informazioni più aggiornate (21 ora locale) sulla situazione dei reattori della centrale, fornite dal Japan Atomic Industrial Forum (JAIF).

Come si può notare dal report, “l’integrità di nucleo e combustibile” è danneggiata nei reattori 1, 2, e 3. In questi reattori i sistemi di raffreddamento, come sappiamo, non funzionano; inoltre l’integrità dell’edificio è compromessa e le barre di combustibile esauste sono parzialmente esposte, mentre – aspetto inquietante – si legge che lo stato dell’integrità del vessel, il contenitore del nocciolo, è “sconosciuta”. A questi problemi, comuni ai rettori 1, 2 e 3 si deve aggiungere per il reattore 3 e per il 4 (qui l’edificio è stato danneggiato da un’esplosione di idrogeno) un danno alle piscine del combustibile esausto.

Gli effetti ambientali riscontrati alle 3 ora locale di oggi venerdì 25 marzo: radionuclidi sopra i limiti consentiti in latte e verdure nelle prefetture di Fukushima e Ibaraki; iodio al di sopra dei livelli di sicurezza nell’acqua potabile a Fukushima e sopra il limite per i bambini nelle prefetture di Tokyo, Ibaraki, Chiba e Saitama; radioattività sopra i limiti anche nel mare in alcune zone antistanti alla centrale (16 km di distanza).

Degna di nota la rivelazione, riportata dalla stampa giapponese, di un ingegnere che lavorò alla centrale quando venne costruita, Mitsuhiko Tanaka. L’ingegnere racconta di aver contribuito a tenere nascosto un difetto di costruzione nell’acciaio del contenitore del reattore 4. Questo, che secondo Tanaka sarebbe “una bomba ad orologeria“, era chiuso per manutenzione durante il terremoto dell’11 marzo scorso. “Chi sa cosa sarebbe potuto succedere se quel reattore fosse stato in funzione?”, ha dichiarato il tecnico, che ha lasciato l’industria nucleare dopo il disastro di Chernobyl. “Non ho idea se avrebbe potuto resistere ad un terremoto come questo. Ha un reattore difettoso dentro”.