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Ubisol, l’amianto da minaccia a opportunità

Incentivi maggiorati del 5% per chi prevede il fotovoltaico al posto dell'eternit: gli esperti Ubisol, azienda riminese che opera nel settore delle fonti rinnovabili, hanno già effettuato interventi di questo genere su oltre 3mila metri quadrati di tetti.

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Trasformare la copertura in eternit (o comunque contenente amianto) in un tetto fotovoltaico. Una soluzione che ancora pochi sfruttano anche se il decreto del ministero dello Sviluppo Economico (conto energia) stabilisce che il privato, l’azienda o l’ente che si impegnino a smantellare un tetto in amianto prevedendo al suo posto un impianto fotovoltaico, percepiscono un incentivo maggiorato del 5% per 20 anni. Una pratica già applicata con successo a Rimini e in Emilia Romagna, dove la Ubisol ha effettuato nel 2009 interventi di questo genere su oltre 3mila metri quadri di coperture.

Nelle immagini presenti in questo articolo un intervento effettuato in un allevamento dalla Ubisol: qui con il tetto prima coperto dall’amianto e poi (immagine vicino al titolo) da moduli fotovoltaici.

Marco Polazzi, responsabile commerciale della Ubisol, azienda riminese specializzata in energie rinnovabili, dà un quadro della situazione: “E’ un’opportunità che, a conti fatti, consente a un cittadino di vedersi coperti i costi dello smaltimento dell’eternit, circa 10 euro a metro quadro, e del rifacimento della nuova copertura. Senza considerare che, come noto, il meccanismo del conto energia ripaga completamente l’impianto fotovoltaico e lo trasformano addirittura in un investimento che azzera i costi della bolletta energetica e dà una rendita al proprietario. Paradossalmente, chi ha una copertura in eternit può considerarsi fortunato, avendo la possibilità di ritrovarsi un impianto fotovoltaico a costo zero e vedendosi coperte le spese per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto. Senza considerare la rendita che, per 20 anni, deriverà dalla produzione di energia”.

“Un esempio rende intuibile il meccanismo – conclude il responsabile commerciale della Ubisol – Basta considerare il caso, abbastanza comune, del cittadino o dell’azienda che si ritrova con una struttura con un tetto in amianto di 50 metri quadri. Una copertura di queste dimensioni si può trasformare in un impianto fotovoltaico da 6 kWp, che al proprietario rende, grazie all’energia prodotta e agli incentivi del conto energia, circa 96.600 euro in venti anni, esentasse. Soldi che vengono versati mensilmente dallo Stato direttamente sul conto bancario del proprietario, coprendo abbondantemente tutti i costi dell’impianto e dello smaltimento, trasformandoli in un investimento proficuo (stimato in una rendita annua del 9% secondo i calcoli di una ricerca pubblicata dal Sole24Ore il 27 maggio 2009 e riferito al Tir, tasso annuale di ritorno effettivo, per un impianto fotovoltaico integrato)”.

Per informazioni: Ubisol

20 gennaio 2010

 

 

  

 

 

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