Energie di Governo

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In un editoriale sulla conferenza stampa del Governo, ieri al Ministero dello Sviluppo Economico, Gianni Silvestrini fa il punto delle iniziative: un segnale di forte e positiva discontinuità con il passato

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La conferenza stampa al Ministero dello Sviluppo economico di lunedì 19 febbraio rappresenta un segnale di forte discontinuità. Il presidente Prodi che interviene a una conferenza stampa organizzata da un suo ministro è già un fatto inconsueto. La presenza, inoltre, di Pecoraro Scanio e Visco accanto a Bersani indicano la volontà di fare delle tematiche dell’efficienza energetica e delle rinnovabili un elemento forte e qualificante delle politiche di questo Governo.

Nel merito degli argomenti trattati vanno segnalati gli interventi previsti dalla Finanziaria, e per la verità finora poco conosciuti, che diventano operativi. Dalle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica dell’edilizia salite dal 36% al 55%, agli incentivi per l’acquisto dei motori elettrici e dei frigoriferi ad alta efficienza, a quelli per l’acquisto e la conversione delle auto a metano e gpl. Accanto a queste misure è stato presentato il decreto sull’edilizia efficiente (dlgs 311/2007) che prevede la certificazione energetica delle costruzioni, l’obbligo del solare termico e fotovoltaico e valori molto ridotti delle dispersioni energetiche (i nuovi edifici nel 2010 risparmieranno il 50% dei consumi per il riscaldamento rispetto a quelli realizzati nel 2005).

Fin qui si trattava di iniziative già divulgate. Ma ci sono state anche diverse novità. Il decreto di incentivazione sul solare fotovoltaico innanzitutto, in preparazione da diversi mesi, è stato firmato durante la conferenza stampa. Si tratta di un buon provvedimento che fissa obiettivi relativamente ambiziosi, 3.000 MW al 2016, definendo tariffe incentivanti superiori a quelle della Germania, tenuto conto dei diversi livelli di insolazione.

Inoltre, la decisione di innalzare l’obiettivo di risparmio da ottenere con i meccanismi dei certificati bianchi da 2,9 Mtep al 2009 ad almeno 5 Mtep al 2012. Si tratta di uno strumento che ha dimostrato di funzionare bene e che ha portato negli ultimi due anni a una quantità di energia risparmiata superiore agli obiettivi.
Ma la vera novità è rappresentata dalla definizione del percorso che dovrebbe consentire di rafforzare e in alcuni casi di creare in Italia una forte industria delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Le politiche sul lato della domanda nel prossimo triennio creeranno una fortissima richiesta di prodotti e tecnologie legate al risparmio e alle rinnovabili. Si stima che le vendite di frigoriferi ad alta efficienza e di materiali isolanti per l’edilizia raddoppieranno, quelle delle caldaie a condensazione triplicheranno e quelle dei collettori solari termici quintuplicheranno, per fare solo alcuni esempi.
A fronte di questo boom di domanda “verde” il Ministero ha ritenuto fondamentale favorire una riqualificazione del sistema Italia per proiettarsi verso un futuro dominato dall’efficienza energetica. Sono state definite risorse adeguate, 350 milioni € del MSE da incrementare con altre risorse ed è stato indicato in Pasquale Pistorio, una dinamica figura di manager industriale con una grande visione per l’innovazione tecnologica, come capofila del progetto efficienza energetica.

Adesso partirà un’attività di individuazione delle aree prioritarie di intervento e degli strumenti di incentivazione più adeguate per dare slancio all’offerta di nuovi prodotti. La sfida è quella di lanciare il sistema delle imprese italiane nella corsa resa imprescindibile dalla minaccia dei cambiamenti climatici. I risultati possono essere notevolissimi e ottenibili in tempi relativamente brevi. Si consideri che in sei anni la Germania è riuscita a raddoppiare la produzione di elettricità verde e che in questo modo ha contribuito a creare un settore che ormai conta ben 170 mla addetti.
Restano ancora scoperti diversi settori di intervento. Innanzitutto quello dei trasporti, solo sfiorato da questi provvedimenti. Ma il segnale dell’avvio di una politica energetica innovativa ci sono tutti.
 

 

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