Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Auto, la Cina le vuole più efficienti

Al 2015 il governo di Pechino inasprirà i già severi standard di efficienza per le automobili, per affrancarsi dal petrolio, combattere inquinamento e global warming, ma soprattutto proteggere l'industria nazionale. La battaglia per il mercato più grande del mondo si combatterà a colpi di modelli a bassi consumi.
Nei prossimi anni il più grande mercato mondiale dell'auto, quello cinese, verrà dominato dai modelli più efficienti. Infatti, dopo le condizioni "verdi" poste da Barack Obama per il recupero dell'industria automobilistica nazionale e i nuovi limiti Usa sulle emissioni auto, ora anche dall'altro "sorvegliato speciale" per il clima, la Cina, arriva una notizia che fa capire come il futuro del settore non potrà che essere di automobili più piccole ed efficienti. Il Governo di Pechino, infatti, rivela il New York Times, starebbe per imporre ai veicoli venduti nel paese standard di efficienza tra i più severi al mondo e ben più esigenti di quelli americani.

Preoccupato per la dipendenza dal petrolio estero, per l'inquinamento atmosferico e per la necessità di ridurre i gas serra, il gigante asiatico entro il 2015 aumenterà in media del 18% gli standard di efficienza dei veicoli. Staccando di molto i nuovi limiti americani.
Già ora l'efficienza media delle nuove auto vendute in Cina - spiega al NYT An Feng, tra gli estensori dell'attuale normativa in materia – è superiore all'obiettivo posto da Obama per gli Usa al 2016, cioè 35,5 miglia per gallone (circa 15 km/l). Attualmente, infatti, la media cinese è di 35,8 mpg, l'obiettivo al 2015 sarà invece di 42,3 mpg (circa 18 km/l), paragonabile a quello europeo al 2012 (di 120+10gCO2/km, in pratica 130 gCO2/km, ossia circa 18 km/l). Anche se la comparazione in realtà è difficile da fare per il diverso modo di stabilire gli standard in Cina, gli obiettivi di Pechino sembrano più ambiziosi. Si stabiliscono infatti parametri per ognuna delle 16 categorie in cui vengono divisi i veicoli e si calcolano i consumi solo nel ciclo urbano, dove sono più alti.

Il piano dovrebbe essere approvato l'anno prossimo e sarà una conferma a quello che si era già capito: la conquista del gigantesco mercato cinese dell'auto si combatterà tra chi dispone di modelli meno energivori. D'altra parte la volontà del Governo cinese in tal senso è chiara: già ora ci sono standard relativamente severi e un trattamento fiscale che incentiva le auto che consumano meno. Se l'equivalente della nostra Iva per i Suv e le auto sportive è del 40%, le auto più piccole ed efficienti vengono tassate solo per l'1%. Per non parlare del forte supporto alla diffusione dei mezzi elettrici e ibridi (vedi articolo Qualenergia.it).

Una strategia, quella di Pechino, che affronta in un colpo solo diversi problemi che il paese deve affrontare. Per capire il desiderio del Governo cinese di affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio bisogna infatti ricordare che il paese dipende per circa i 3/5 del suo fabbisogno dal greggio importato da zone calde e su rotte controllate dalla marina americana. A questo si aggiunge il problema dell'inquinamento atmosferico: 20 delle 30 città più inquinate al mondo, secondo dati della Banca Mondiale, sono in Cina e nel paese vi sarebbero 400mila morti all'anno collegate all'inquinamento. Infine la necessità di ridurre le emissioni di CO2.

Standard severi sull'efficienza dei veicoli favorirebbero non poco l'industria nazionale, già specializzata in auto a bassi consumi. Non a caso, fa notare il NYT, il segmento in cui i limiti verranno innalzati di più (+26%) è proprio quello delle auto di fascia media, in cui la concorrenza delle multinazionali si fa sentire maggiormente, mentre per le auto più piccole, fascia, in cui i produttori cinesi sono già leader, l'incremento dell'efficienza sarà più contenuto (+9%). Insomma, la Cina approfitta degli imperativi energetico-ambientali per mettere al sicuro la propria crescita economica.

Ma l'aspetto più rilvenate è che questa posizione cinese influenzerà pesantemente l'intera industria mondiale del settore. Con 1,153 milioni di veicoli venduti nel solo mese di aprile 2009 (+25% rispetto allo stesso mese del 2008) e la previsione di 10,3 milioni di mezzi venduti a fine 2009 (con un +6,4% rispetto al 2008) quello cinese è il mercato più grande e che più sta crescendo al mondo: tutti i produttori che non vi vogliano rinunciare saranno disposti ad adeguarsi investendo di più sui modelli più efficienti.


GM

29 Maggio 2009


facebook