Emergenza Covid-19 ed energia pulita: l’opinione di Nicola Carobbi di Cristoforetti Servizi Energia

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Rubrica "Emergenza coronavirus ed energia pulita: diamo voce agli operatori": l’opinione di Nicola Carobbi, Direttore Commerciale Cristoforetti Servizi Energia: "sul comfort ambientale indoor e outdoor non sarà più possibile penalizzare la qualità per ottenere il miglior prezzo di mercato".

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Riprendiamo la Rubrica di QualEnergia.it con esperienze, richieste e visioni degli operatori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in questa nuova fase di emergenza per il coronavirus: le difficoltà pratiche che le aziende stanno incontrando, le loro soluzioni, le misure che le istituzioni energetiche dovrebbero predisporre, la percezione sui possibili sviluppi del mercato nelle prossime settimane e mesi.

Per scriverci: Emergenza coronavirus ed energia pulita: diamo voce agli operatori

L’opinione di Nicola Carobbi, Direttore Commerciale di Cristoforetti Servizi Energia

Quali sono le maggiori difficoltà che sta incontrando la sua azienda in questo periodo di emergenza Covid-19? E come le state affrontando?

Così come per tutte le aziende con più sedi sul territorio nazionale, anche per noi la gestione della situazione di pandemia è stata particolarmente complessa. La difficoltà di non poter incontrare i colleghi ogni mattina, di non poter effettuare riunioni di staff o incontri con i clienti ha sicuramente generato un cambiamento notevole, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Cristoforetti Spa ha affrontato da subito in maniera molto positiva questo mutamento epocale, sfruttando la digitalizzazione aziendale iniziata nel 2018; questa ha completamente ridisegnato l’architettura dei sistemi informatici adeguandoli alle necessità impellenti, ma anche ridisegnandoli per il futuro.

Siamo stati in grado di cambiare in maniera molto rapida il modo di comunicare tra le nostre sedi e con i nostri partner e fornitori. I meeting virtuali e le interazioni tramite strumenti digitali sono all’ordine del giorno e permettono di non lasciare in stand by nessun argomento o progetto e, ove possibile, adottando anche una logica di flessibilità.

Al momento il settore più penalizzato dell’azienda è quello del mercato Privato; la mancata mobilità e il divieto di assembramento non consentono infatti di organizzare, ad esempio, per il settore Condomini, le assemblee e le relative delibere per la stipula di nuovi contratti.

Il mercato della Pubblica Amministrazione non ha invece subito contrazioni particolari, se non slittamenti in avanti dei termini di scadenza delle procedure pubbliche. In questo settore, nel quale siamo particolarmente attivi e performanti, abbiamo già pianificato e messo in conto un notevole sovraccarico per tutto il secondo semestre 2020 per quanto riguarda la presentazione delle procedure pubbliche. Abbiamo pertanto pianificato a dovere le ferie di tutto il personale preposto in modo da rispondere prontamente ai carichi di lavoro previsti.

Cosa vi aspettate dal mercato per l’anno in corso? Come potrebbero evolvere domanda, offerta e prezzi?

Superato da parte dei manager l’impatto psicologico iniziale, relativo soprattutto al timore di non essere in grado di guidare a distanza i propri staff in modo efficiente, abbiamo analizzato con molta cura i benefici che invece il modello di smart working messo in atto sta portando ad azienda e collaboratori.

Crediamo che proporre anche per il futuro un modello di lavoro flessibile come quello attuale possa essere una strategia motivazionale vincente e un importante punto di riferimento a favore della razionalizzazione dei costi. Abbiamo investito molto su formazione e informazione del nostro personale e ridisegnato il layout degli spazi di tutte le nostre sedi, riscontrando benefici a livello di comfort ambientale ed estetico.

Ci siamo concentrati nel rinnovare e adeguare alle nuove necessità molti processi chiave della nostra organizzazione. In particolare, abbiamo strutturato uno staff di Ingegneria d’offerta composto da 6 risorse, sotto la guida esperta della sede di Lavis (TN). Stiamo inoltre portando avanti un’importante campagna di comunicazione iniziata a gennaio 2020 e, contestualmente, stiamo ultimando il rebranding globale, perché siamo consapevoli che il mondo social è imprescindibile nel mercato moderno.

Abbiamo anche ampliato la nostra gamma di proposte: tra queste ci sarà sicuramente quella relativa al nuovo decreto incentivi ecobonus, così come la cessione del credito e i progetti speciali nell’ambito dell’efficienza energetica come i PPP. Abbiamo messo a punto partnership importanti con player finanziari di primissimo livello.

Quali misure dovrebbero prendere governo e istituzioni energetiche nel breve e medio periodo per aiutare il vostro comparto?

Stiamo sicuramente vivendo un momento complesso, che non ha precedenti nella storia a livello mondiale. Cristoforetti Spa vuole essere protagonista e promotore del comfort ambientale indoor e outdoor. Abbiamo la certezza che la cultura del rispetto e il contenimento degli sprechi, non solo energetici, saranno alla base delle nostre coscienze. Crediamo fortemente che il futuro imminente porterà a rivedere molte logiche che nell’ultimo decennio hanno devastato tutti i settori: in primis siamo convinti che non sarà più possibile penalizzare la qualità per ottenere il miglior prezzo di mercato.

Uno dei nostri must sarà proprio relativo a questo tema: vogliamo puntare in modo molto forte sulla qualità dei servizi e riportarla al centro di un settore finora troppo penalizzato dai continui tagli alla spesa delle P.A, e dalla mancanza di incentivi per le famiglie volti ad ottimizzare, migliorare e curare il comfort abitativo.

Con la pandemia ci siamo resi conto che la mancanza di pianificazione, proporzionalmente al taglio della spesa, ha prodotto per cause di forza maggiore una tragedia umana ed economica senza precedenti, a causa della poca lungimiranza del sistema politico ed economico.

È necessario che la qualità prevalga sulla quantità, che gli investimenti siano inversamente proporzionali all’utile di impresa e che i servizi siano un bene duraturo e non di passaggio stile takeaway: crediamo che questa tragica esperienza possa portare al mercato una nuova visione e noi vogliamo essere protagonisti del cambiamento.

Quello che ci preme maggiormente è un cambiamento a livello di semplificazione burocratica, che non può essere fatto dalle aziende, ma solo dai Governi centrali. Serve snellire la burocrazia che continua a penalizzare il nostro paese e l’Europa: imprese e cittadini devono essere responsabilizzati. Noi siamo pronti.

Gli altri interventi per la Rubrica “Emergenza coronavirus ed energia pulita”

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