In questa Rubrica di QualEnergia.it pubblichiamo esperienze, richieste e visioni degli operatori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in questa fase di emergenza per il coronavirus: le difficoltà pratiche che le aziende stanno incontrando, le loro soluzioni, le misure che le istituzioni energetiche dovrebbero predisporre, la percezione sui possibili sviluppi del mercato nelle prossime settimane e mesi.

Per scriverci: Emergenza coronavirus ed energia pulita: diamo voce agli operatori

L’opinione di Luca Bonzagni, Amministratore delegato di Energy Intelligence

Difficoltà pratiche

Energy Intelligence si occupa di gestire impianti fotovoltaici e monitorare flussi energetici in ambienti industriali per promuovere interventi di revamping/efficienza e aumentare l’indipendenza energetica delle organizzazioni anche attraverso l’autoproduzione di energia da rinnovabili (fotovoltaico industriale).

L’azienda applica un modello di gestione “digital driven” basato sulla piattaforma tecnologica aziendale che si occupa di raccogliere i dati e trasformarli in tempo reale in informazioni utili ai tecnici di sala-controllo e ai consulenti per implementare le migliori strategie di gestione degli asset (impianti) che le vengono affidati.

La situazione di emergenza ha naturalmente rallentato le attività di consulenza e di gestione ordinaria presso i nostri clienti, ma l’azienda, data la sua configurazione e la sua tecnologia, ha potuto dare continuità ai servizi essenziali di telecontrollo e gestione degli impianti fotovoltaici, che fortunatamente hanno proseguito il ciclo di produzione di energia anche in questa fase critica del paese.

Solo lo staff IT ha continuato ad essere presente in azienda per garantire il buon funzionamento della piattaforma e dei sistemi tecnologici di collaborazione remota utilizzati dal resto del personale connesso in smart-working.

Un problema che si è iniziato a sentire è lo shortage di alcune componentistiche (pannelli fotovoltaici ma non solo), necessarie per portare avanti attività di revamping o di realizzazione di nuovi impianti già pianificati, attività che ora sono state forzatamente bloccate.

Qualche preoccupazione desta la tempistica di riattivazione della filiera della componentistica e i tempi di consegna nel momento in cui potranno ripartire le attività di manutenzione, revamping o realizzazione di nuovi impianti.

Soluzioni aziendali

L’attuale gravissima emergenza sta mettendo a dura prova molti sistemi e infrastrutture. Il graduale rallentamento ha consentito ad Energy Intelligence di collaudare soluzioni tecnologiche già precedentemente attivate e di mettere a punto procedure organizzative interne che hanno consentito di ridurre al minimo il disagio dei clienti.

Come in molte aziende, questa fase di ridotta operatività ha consentito di concentrarsi su ragionamenti prospettici e sul perfezionamento delle strategie. Sta partendo proprio in questi giorni anche un progetto già pianificato, anche in collaborazione con l’Università, per l’introduzione nei nostri sistemi di nuovi algoritmi e funzionalità (supportate anche da intelligenza artificiale) mirate a migliorare i servizi di asset&risk management e rispondere ai nuovi scenari energetici, come il bilanciamento elettrico delle comunità energetiche locali.

Percezione sui possibili sviluppi del mercato

La valutazione degli scenari futuri è particolarmente complessa in un momento in cui ancora non abbiamo visibilità sulla fine dell’emergenza e sulle modalità di ripartenza delle attività economiche. È del tutto evidente che, con pochissime eccezioni, le imprese usciranno provate da un periodo più o meno lungo di inattività e vedranno ridotte le proprie capacità di investimento. Si avrà anche un impatto importante sul fronte occupazionale.

La filiera dell’energia, indipendentemente dal coronavirus, si trova comunque in una fase di profonda transizione verso nuovi paradigmi, caratterizzati da produzione distribuita, fonti rinnovabili e riduzione dell’intensità energetica. In tutti i Paesi, con maggiore o minore convinzione, sono attivi progetti di sostituzione tecnologica. La convergenza tra gestione dell’energia e tecnologie digitali è un driver fondamentale di questo cambiamento.

Uno degli scenari possibili, quello da noi auspicato, è che per dare vigore alla ripresa economica in tutto il mondo si dia grande spinta agli investimenti verso la sostenibilità. L’avviamento di un Green New Deal planetario potrebbe trovare, proprio grazie alla grande crisi economica generata da coronavirus, l’accelerazione che finora ha stentato a manifestarsi, con una rapida concentrazione in questa direzione di ingenti risorse finanziarie pubbliche e private.

Oltre a ritorni certi degli investimenti e creazione di nuova e buona occupazione si farebbero passi decisivi nel contrasto al climate-change e soprattutto nella costruzione di un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile per le nuove generazioni.

In questo senso l’Italia avrebbe le carte in regola per giocare un ruolo importante, a patto che faccia tesoro dell’esperienza che stiamo vivendo in queste settimane per mettere in campo meccanismi indispensabili di semplificazione e accelerazione degli iter burocratici.