“Attualmente nell’Africa Sub sahariana quasi 600 milioni di persone – il 48% della popolazione mondiale – non hanno accesso alla rete elettrica. Entro il 2040 si consumeranno circa 1.600 TWh, quattro volte la quantità di energia utilizzata nel 2010 da India e America Latina insieme. Per raggiungere il livello di produzione richiesto, sarebbero pertanto necessari 490 miliardi di dollari di investimenti nella capacità produttiva del Paese, più 345 miliardi di dollari per le reti di trasmissione e distribuzione. L’impiego dell’energia solare, invece, potrebbe fornire fin da ora elettricità a meno di 15 US¢/kWh con certezza dei costi a lungo termine, ma molti paesi africani dipendono ancora dal gasolio, che costa più di 25 US¢/kWh ed è soggetto alla volatilità del prezzo del petrolio”.

Con queste parole Michele Scandellari, CEO di Enerray, è intervenuto durante la conferenza annuale di RES4Med – Renewable Energy Solutions for the Mediterranean – dal titolo “Enhancing investements for clean tech solutions, beyond Mena towards Africa: challenges and opportunities”, svoltasi oggi presso l’Auditorium Enel di Roma, alla presenza di stakeholder del settore pubblico e privato provenienti da Europa, Medio Oriente e Africa (si veda anche QualEnergia.it – RES4Africa, il know-how italiano per lo sviluppo delle rinnovabili nell’Africa sub sahariana).

“Con più risorse solari che in qualsiasi altra parte del mondo e l’economia in costante crescita, il mercato africano è ormai maturo affinché le energie rinnovabili diventino pienamente parte delle strategie nazionali. Per accelerare lo sviluppo del mercato, sono necessari finanziamenti riservati al settore, la liberalizzazione del mercato in un quadro giuridico con regole chiare, coerenti e trasparenti, nonché condizioni di offerta eque in base alle reali condizioni del mercato locale e schemi di remunerazione armonizzati”, ha concluso Scandellari.