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Stop alle fonti fossili, la risoluzione del Parlamento Ue in vista della COP28

L'Eurocamera ha formalizzato la sua posizione ufficiale per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Dubai.

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La delegazione del Parlamento europeo che parteciperà alla COP28 di Dubai siederà al tavolo presieduto dal sultano Ahmed Al-Jaber con una richiesta ben chiara: la fine di tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili a livello nazionale, Ue e globale “al più presto possibile” e comunque “entro il 2025”.

L’Eurocamera ha approvato ieri una risoluzione per il mandato dei suoi rappresentanti, con 462 voti favorevoli, 134 contrari e 30 astensioni. Nel testo si chiede inoltre di triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030 e di eliminare gradualmente i combustibili fossili.

I deputati hanno sottolineato l’importanza di proteggere, conservare e ripristinare la biodiversità e desiderano una significativa riduzione dell’impatto climatico e delle emissioni derivanti dal metano e da settori come il trasporto marittimo e aereo internazionale, l’agricoltura e la difesa.

La risoluzione chiede a tutti i Paesi di rafforzare i propri impegni sul clima e di contribuire “con la giusta quota per aumentare i finanziamenti internazionali per il clima”, si legge in una nota (link in basso). Sull’eliminazione dei sussidi per gas, petrolio e carbone, la posizione dell’Eurocamera è simile a quella assunta dal Consiglio europeo lo scorso 17 ottobre, il giorno dopo il vertice tra i ministri dell’Ambiente dei 27.

Anche in quella sede se ne chiedeva lo stop “il più presto possibile”, ammettendo però varie eccezioni. I capi di Stato e di governo fecero riferimento al phasing out soltanto delle fossili “unabated” (ossia quelle le cui emissioni non sono soggette a trattamenti come la cattura della CO2), mentre il Parlamento europeo non ha applicato questa distinzione.

Solitamente l’Unione europea è tra gli attori delle COP con la posizione più ambiziosa, ma quest’anno le difficili mediazioni tra i vari Stati ne hanno annacquato i propositi.

Circa 10 dei 27, tra cui Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia, erano i promotori principali dell’eliminazione graduale di tutti i combustibili fossili.

Italia, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia avevano invece portato proposte più caute, come lo stop graduale solo delle fossili “unabated”, che lasciasse quindi la possibilità di continuare a bruciare carbone, gas e petrolio a patto di catturarne le emissioni risultanti.

Una posizione simile a quella esposta alla pre-COP di ottobre da Al-Jaber, che ha parlato di “a responsible phase down of unabated fossil fuels”, cioè una riduzione graduale dei combustibili fossili “non trattati”. Viste le premesse risulta difficile pensare che da questa COP arrivi la frenata alle fonti sporche che servirebbe.

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