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All’interno della classe delle turbine eoliche di piccola taglia, ovvero quelle fino a 200 kW, rientra una grande varietà di soluzioni tecnologiche con architetture, treni elettromeccanici e schemi di controllo di concezione molto diversa.

Il numero di tipologie presenti sul mercato è di gran lunga superiore a quella delle turbine di grande taglia utilizzate nei parchi eolici. Si spazia dalle turbine ad asse orizzontale a quelle ad asse verticale, funzionanti a giri fissi e variabili e con diverse tipologie di generatori elettrici (ad induzione, a magneti permanenti, ecc.). 

Queste turbine si prestano ad una grande varietà di installazioni, da quelle standard in campo aperto, del tutto simili a quelle delle macchine di grande taglia, a quelle adiacenti ad abitazioni, centri industriali, dette applicazioni urbane o sub-urbane, fino a quelle sugli edifici che rappresentano la recente frontiera dell’applicazione del microeolico legato all’auto-generazione degli edifici in classe energetica. 

Ognuna di queste applicazioni richiede diversi approcci progettuali e l’adozione di diverse soluzioni tecniche, sia in relazione alla scelta della macchina che ai criteri di installazione.

A dispetto delle ridotte dimensioni, le mini turbine presentano complessità tecniche analoghe a quelle di taglia maggiore e per alcuni aspetti, criticità maggiori. Una tipica è rappresentata dal fatto che le mini turbine normalmente operano vicino al luogo dove esse debbono produrre la potenza, anche se esso non risulta particolarmente ventoso. Queste condizioni si traducono in potenziali problemi legati alla generazione di rumore e alla capacità ad estrarre potenza in maniera efficiente alle basse velocità del vento, poiché esse risentono particolarmente degli effetti degli ostacoli e delle scie da essi prodotte. La corretta collocazione (siting) è di conseguenza fondamentale per un’efficace successo dell’investimento, per cui vanno seguite alcune prassi di buona installazione che non sempre si vedono rispettate nella pratica.

Sebbene il mercato presenti molti modelli commerciali, sul versante delle prestazioni risulta difficile ottenere da molti costruttori dati affidabili sulla potenza o indicazioni certe sull’energia elettrica ricavabile o i valori di emissione acustica.  Questi aspetti, associati ad uno sfavorevole rapporto ricavi-costi, complice l’elevato costo dell’analisi anemometrica (sempre necessaria), tendono oggi a ridurre la convenienza di queste macchine nel settore delle potenze domestiche (1-3 kW) rispetto ad esempio al settore fotovoltaico che ha conosciuto una drastica riduzione dei costi di installazione nel corso dell’ultimo anno.  Emerge quindi la necessità di razionalizzare le scelte e condurre con perizia le installazioni la fine di rendere massimi i benefici che la recente legislazione ha introdotto con la tariffa omnicomprensiva.