La Spagna ha approvato la sua prima legge per il clima e la transizione energetica che punta ad azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050.

Il via libera è arrivato nei giorni scorsi con il voto favorevole del parlamento spagnolo, anche se la legge ha attirato delle critiche sul traguardo di riduzione delle emissioni al 2030 (-23% in confronto al 1990), che le associazioni ambientaliste hanno giudicato troppo modesto rispetto agli altri maggiori paesi Ue.

Un punto rilevante del provvedimento, è che bandisce con effetto immediato tutti i nuovi permessi per attività di ricerca e produzione di risorse fossili (carbone, gas, petrolio), oltre a vietare dal 2040 la vendita di nuove automobili benzina-diesel.

Il testo poi prevede di portare le fonti rinnovabili al 74% del mix elettrico nazionale al 2030.

La legge stabilisce anche lo stop a tutte le attività di produzione di combustibili fossili sul territorio spagnolo entro il 2042.

Per quanto riguarda il taglio delle emissioni, il -23% indicato dalla legge clima è decisamente meno ambizioso nel paragone, ad esempio, con Germania e Gran Bretagna, che hanno stabilito di ridurre, rispettivamente, del 65%-68% le loro emissioni di anidride carbonica al 2030.

La baseline di riferimento per tutte queste riduzioni è il 1990, il punto è che a differenza degli altri paesi, la Spagna ha visto salire le sue emissioni dal 1990 al 2007 e in questo momento sta a un livello di emissioni annuali comparabile con quello registrato a fine anni novanta.

Ricordiamo che il target europeo per il 2030 è stato recentemente portato al -55% di CO2 (sempre in confronto al 1990).

Ricordiamo, infine, che il governo spagnolo Sánchez-bis a inizio 2020 aveva potenziato il Piano nazionale energia e clima (Pniec) prevedendo, in particolare, un contributo più forte del fotovoltaico nel campo delle rinnovabili e il totale azzeramento del carbone.

A febbraio 2021 in Spagna si è chiusa la prima asta regolata dal Real Decreto 960/2020 che ha introdotto il nuovo meccanismo di incentivi alle rinnovabili.

Il contingente in gara prevedeva 3 GW complessivi tra eolico e fotovoltaico con offerte scese, rispettivamente, fino a 20 euro/MWh e 14,89 euro/MWh (in media entrambe le tecnologie sono state sui 24-25 euro per MWh).

La Spagna, infatti, punta a installare 60 GW di rinnovabili al 2030 e nei prossimi sei anni intende realizzare almeno 10 GW di nuovo fotovoltaico, 8,5 GW di nuovo eolico, più 500 MW di solare termodinamico e 380 MW di impianti a biomassa.