In Spagna un decreto energia da 5 miliardi che punta sulle rinnovabili

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Riduzione Iva e accise su carburanti, elettricità, gas e pellet, detrazioni fiscali per auto elettriche, pompe di calore e altre tecnologie, ammortamenti accelerati per le imprese: le misure più importanti del provvedimento di Madrid.

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Oltre 80 misure per mitigare il caro energia innescato dal conflitto in Medio Oriente, accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili e l’utilizzo diretto di elettricità nei consumi finali, con l’obiettivo di “ridurre strutturalmente la dipendenza dai combustibili fossili”.

Questo il focus del pacchetto energia approvato con un Regio decreto legge venerdì 20 marzo dal Consiglio dei ministri spagnolo.

Mentre l’Italia si è limitata a tagliare per 20 giorni le accise sui carburanti e introdurre crediti di imposta per pesca e autotrasporto (per un totale di circa 500-600 milioni), la Spagna ha proposto interventi più ampi che valgono complessivamente 5 miliardi di euro.

Nel suo discorso per presentare il pacchetto energetico, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato il ruolo delle fonti rinnovabili nel Paese, che ora “è meglio preparato ad affrontare questa crisi”.

Sabato 14 marzo, ha ricordato, il prezzo dell’elettricità in Spagna era sceso fino a 14 euro per MWh, rispetto a valori sopra 100 euro registrati in Italia, Francia e Germania.

Poi ha precisato che “finora nel 2026, il gas ha influenzato i prezzi dell’elettricità in Spagna solo nel 15% dei casi”, contro il 90% in Italia e il 40% in Germania.

Ciò significa, secondo Sanchez, “che se altri riescono a resistere, noi resisteremo ancora meglio”, grazie all’impegno del governo in questi anni a investire “in una trasformazione energetica che ci rende più resilienti”. Pertanto, “da un punto di vista strutturale, ciò che stiamo facendo è proseguire con questa politica energetica coerente di decarbonizzazione ed elettrificazione dell’economia spagnola”.

Intanto, da segnalare che è stato pubblicato il rapporto finale sulle cause del blackout iberico di aprile 2025, con una serie di raccomandazioni per prevenire incidenti simili sulle reti elettriche (spoiler: si parla di molteplici fattori interagenti e le rinnovabili da sole non possono essere prese di mira).

Il primo pilastro del piano spagnolo anticrisi è di natura temporanea, volto a “creare una rete di sicurezza sociale per proteggere le famiglie e i settori economici più vulnerabili”, si legge nella nota trasmessa dal governo dopo il Consiglio dei ministri straordinario.

Il secondo pilastro invece è più strutturale e strategico, finalizzato a rafforzare la sovranità energetica del Paese.

Le misure principali

Quanto alle misure fiscali temporanee, Sanchez ha precisato che è in corso una “drastica riduzione” delle accise sull’energia, con una diminuzione di quelle sull’elettricità fino al 60%.

Più in dettaglio, il Regio decreto legge abbassa l’Iva su carburanti, elettricità, gas naturale, bricchette e pellet dal 21% al 10%, congelando al contempo il prezzo massimo al dettaglio di butano e propano.

Inoltre, le tasse che incidono sul prezzo della benzina e del diesel sono ridotte al minimo consentito dalla direttiva europea. Ciò si tradurrà in un taglio effettivo del prezzo fino a 30 centesimi al litro, secondo il tipo di carburante, pari a circa 20 euro di risparmio per fare il pieno a un’auto di medie dimensioni.

Per i settori più colpiti, tra cui trasportatori, agricoltori, allevatori e pescatori, il provvedimento stabilisce un aiuto di 20 centesimi per litro di gasolio professionale utilizzato nelle loro attività. Inoltre, sarà fornito un aiuto equivalente per l’acquisto di fertilizzanti, in modo che “questi settori vitali possano superare questa crisi e contenere il più possibile i prezzi dei beni di prima necessità”, ha osservato il premier.

Oltre alla riduzione dell’Iva sulle bollette elettriche, l’imposta del 7% sul valore della produzione di energia elettrica (IVPEE: Impuesto sobre el Valor de la Producción de la Energía Eléctrica) sarà temporaneamente sospesa, mentre l’imposta speciale sull’elettricità (IEE: Impuesto Especial sobre la Electricidad) sarà ridotta dal 5% all’aliquota minima dello 0,5%, stabilita dall’Unione Europea.

È poi prevista una detrazione fiscale del 15% sull’imposta sul reddito per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in, insieme ad altri incentivi per l’autoconsumo, le pompe di calore e le ristrutturazioni edilizie a basso consumo energetico.

Il pacchetto include anche ammortamenti accelerati per le imprese che investono in energie rinnovabili in sostituzione di apparecchiature e impianti alimentati da combustibili fossili.

I comuni sono inoltre autorizzati a offrire riduzioni dell’imposta sugli immobili fino al 50% per chi ha installato impianti per l’utilizzo termico o elettrico di energie rinnovabili, oltre a una riduzione fino al 95% per la costruzione e l’installazione di tali impianti.

Il pacchetto, infine, estende le tutele predisposte dal Governo fino al 2026, attraverso sconti straordinari sul bonus sociale per l’elettricità (42,5% per le famiglie vulnerabili e 57,5% per le famiglie gravemente vulnerabili), un aumento del bonus sociale minimo per il riscaldamento a 50 euro e il divieto di interruzione dei servizi essenziali (acqua ed energia) per le famiglie in condizioni di povertà energetica.

Al contempo, le tariffe di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica per tutte le industrie ad alta intensità energetica saranno ridotte dell’80%. “Aiuteremo questi settori a risparmiare circa 200 milioni di euro, preservandone così la competitività, l’attività e centinaia di migliaia di posti di lavoro”, ha sottolineato Sanchez.

Quanto alle misure più strutturali, il premier ha evidenziato l’entrata in vigore di un ampio pacchetto di detrazioni fiscali per l’installazione di pannelli solari, punti di ricarica e pompe di calore, l’introduzione di nuovi incentivi per la climatizzazione degli edifici e la semplificazione delle procedure per le rinnovabili.

Si rafforza l’autoconsumo, ampliando la distanza massima tra produzione e consumo da 2 a 5 km e consentendo alle autorità locali di promuovere nuovi modelli di comunità energetiche.

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