La Strategia Regionale di Ricerca e Innovazione (RIS3) nata nell’ambito della Politica di Coesione UE 2014-2020 è stato uno strumento politico per incentivare l’innovazione in tutte le regioni europee.

Obiettivo era concentrare gli investimenti sui settori più competitivi di ciascuna regione e migliorare il processo di innovazione attraverso il coinvolgimento degli imprenditori.

La RIS3 ha costituito per il periodo di programmazione 2014-2020 una delle condizioni abilitanti per l’accesso alle risorse dei nuovi programmi europei. E lo sarà anche per i prossimi sette anni, per il periodo 2021-2027.

A partire dal 2014, le regioni UE hanno identificato i propri settori più trainanti e competitivi sui quali specializzarsi e destinare la maggior parte dei loro fondi regionali per Ricerca e Innovazione (R&I), e li hanno inseriti nella propria RIS3.

I partenariati interregionali europei in Energia

Con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra regioni con priorità energetiche simili o complementari, di attuare le strategie innovative nel settore energetico in maniera congiunta e allineare le strategie tra le regioni partecipanti, il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea ha costituito 6 partenariati interregionali S3PEnergy su bioenergia, energia geotermica, energia rinnovabile marina, smart grids, energia solare ed edilizia sostenibile.

La Regione Toscana, insieme alla Scozia, è leader del gruppo energia geotermica, al quale partecipa anche la Lombardia.

Al partenariato energia rinnovabile marina, guidato dai Paesi Baschi (Spagna) e dalla Scozia, partecipano anche Emilia-Romagna e Lombardia.

La Puglia è l’unica regione italiana aderente al gruppo smart grids, coordinato dai Paesi Baschi e dalla Regione francese Provence-Alpes-Côte d’Azur.

Nel partenariato energia solare, guidato dal Alentejo (Portogallo) e Extremadura (Spagna), partecipano due regioni italiane, Sicilia e Veneto.

Il gruppo con il maggior numero di regioni italiane partecipanti (Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Veneto e Provincia Autonoma di Trento) è quello per l’edilizia sostenibile, guidato da North West Croatia (Croazia), North Great Plain (Ungheria) e Andalusia (Spagna).

Invece, nel partenariato bioenergia non hanno al momento aderito regioni italiane.

La RIS3 2014-2020 per R&I in Energia: il posizionamento della Lombardia a livello europeo

Nell’attuale RIS3 della Lombardia si afferma che, nel periodo 2014-2020 e nell’ambito “Ambiente ed Energia”, gli investimenti delle organizzazioni di ricerca e delle imprese lombarde per R&I ammontano ad oltre 280 milioni di euro ripartiti nel modo seguente:

  • Fondo MiSE: 30%, circa 82,9 milioni euro
  • POR FESR: 31%, con 86,8 milioni euro
  • Programma europeo: 39%, 110,4 milioni di euro

In particolare, per il settore “Energia” la Lombardia con circa 56 milioni di euro di fondi europei per R&I, ottenuti in 110 progetti di ricerca in energia, si colloca nel gruppo delle regioni europee più forti.

Dal grafico in basso emerge che questi fondi europei ottenuti sono stati utilizzati soprattutto per la R&I in grid technologies (35%) ed energia solare (18%), settori che insieme generano oltre la metà degli investimenti realizzati in regione. Al terzo posto ci sono gli investimenti per la specializzazione in H2 & Fuel cells (13%).

Invece, circa agli investimenti per R&I in bioenergia, la Lombardia ha investito quasi la metà (6%) rispetto alla media europea (13%).

 

La nuova RIS3 2021-2027: obiettivi e strumenti della Lombardia per la transizione energetica

In vista dell’avvio della programmazione 2021-2027, anche la Strategia regionale di specializzazione intelligente dovrebbe essere rivisitata, tenendo conto soprattutto dei risultati dei precedenti sette anni, dell’evoluzione della tecnologia, dei sistemi produttivi e dell’ecosistema regionale della ricerca.

A dicembre 2020 la Regione Lombardia ha già approvato la nuova “Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia – S3 2021-2027” (documento allegato in fondo).

Nei prossimi sette anni la Lombardia prevede investimenti per vari attori locali, come PMI, start up, organismi di ricerca, hub tecnologici, atenei e Enti pubblici.

L’obiettivo è favorire la transizione energetica regionale, accompagnata anche dal passaggio verso:

  • processi e prodotti “green” per la conversione di scarti e biomasse;
  • tecnologie e materiali innovativi per l’incremento della sostenibilità ambientale dei processi produttivi (ottimizzazione del consumo di materiali, energia, annullamento emissioni e riduzione degli scarti), in particolare dell’industria pesante;
  • l’edilizia, non solo abitativa, a energia quasi zero, con particolare attenzione alla ristrutturazione del patrimonio pubblico esistente, supportando la produzione di materiali per l’edilizia a contenuto di carbonio di origine vegetale e sviluppo delle tecnologie innovative per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS – Carbon Capture and Storage – o Sequestration);
  • sistemi innovativi di pianificazione, gestione e controllo delle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, secondo il concetto di Smart Grids;

Per sostenere il processo di affermazione delle industrie emergenti, la Regione Lombardia ha identificato all’interno della nuova RIS3, due tipologie di strumenti, declinati ulteriormente in interventi specifici.

La prima tipologia riguarda gli strumenti di supporto alla creazione di ambienti favorevoli per le imprese, come cluster, network e piattaforme per stimolare l’aggregazione di soggetti economici e scientifici al fine di condividere buone pratiche, esperienze e conoscenze (creazione di living lab e ambienti di crowdsourcing).

La seconda riguarda gli strumenti rivolti direttamente alle imprese, a favore dell’evoluzione della catena di valore per sviluppare tecnologie, prodotti e processi che possano soddisfare i nuovi bisogni dei mercati emergenti. Ad esempio strumenti di diffusione delle tecnologie ICT. E, ancora, strumenti per stimolare la domanda di innovazione su fabbisogni non soddisfatti dal mercato e nuove forme di collaborazione tra imprese, anche di grandi dimensioni, e organi di ricerca per rendere più efficace l’attività di ricerca e innovazione.

Particolare attenzione viene data agli strumenti finanziari finalizzati ad attrarre nuovi capitali privati, soprattutto per sostenere la fase di avvio di imprese innovative e la crescita delle imprese emergenti con tecnologie innovative, ma sottocapitalizzate (ad esempio tramite Business AngelVenture Capital, Crowdfunding).

In Italia, ci sono diverse Regioni che, in vista della nuova programmazione europea, stanno aggiornando la propria Strategia di Specializzazione Intelligente, come Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Calabria.

Strategia di Specializzazione Intelligente per Ricerca e Innovazione – Regione Lombardia 2021-2027  (pdf)