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Raffrescamento evaporativo o adiabatico: cos’è, come funziona, vantaggi e svantaggi

Qualche informazione e consiglio sull’utilizzo di questa soluzione.

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Tra le varie soluzioni per ridurre la temperatura in casa nei mesi estivi (vedi qui), oltre ai diversi tipi di climatizzatori fissi con/senza unità esterna o portatili oppure ai ventilatori, si può anche considerare la tecnologia del raffrescamento evaporativo, detto anche adiabatico.

Quest’ultima, a differenza dei climatizzatori, sfrutta un principio di raffreddamento naturale che non richiede l’uso di gas refrigeranti o di costosi compressori.

Ecco in sintesi come funziona: un ventilatore aspira l’aria dall’ambiente, convogliandola contro un pannello di cellulosa, costantemente bagnato grazie a un impianto che attinge l’acqua da una vaschetta o nei sistemi di taglia maggiore da un collegamento all’impianto idrico.

L’aria, quindi, attraversando il pannello evaporativo, si raffredda cedendo calore all’acqua e facendola così evaporare. I raffrescatori di questo tipo, tra l’altro, non richiedono un tubo per espellere all’esterno l’aria calda e, inoltre, consentono di tenere porte e finestre aperte.

E poi hanno costi d’installazione e gestione notevolmente inferiori rispetto a quelli di un comune impianto di climatizzazione; per l’impiego domestico ci sono molti raffrescatori evaporativi mobili, di dimensioni contenute e facili da trasportare, che costano da poche decine ad alcune centinaia di euro, secondo le dimensioni e le prestazioni.

Comunque, con una cifra compresa tra 100-200 euro si può acquistare un modello adatto alla maggior parte delle esigenze domestiche, trasportabile e con funzioni di ventilazione, raffrescamento e purificazione dell’aria.

I raffrescatori evaporativi hanno però un grosso limite che li rende poco adatti all’uso in casa in ambienti chiusi. Il meccanismo con cui funzionano, far passare l’aria in un filtro bagnato, crea umidità nell’ambiente, con tutti gli svantaggi del caso, in primis un calore percepito maggiore a parità di temperatura.

Quando si raggiunge un certo quantitativo locale di umidità, inoltre, il processo fisico alla base del funzionamento è sempre più difficile e meno efficiente, diminuendo le prestazioni della macchina, che però continua a far aumentare l’umidità dell’ambiente.

Di conseguenza, il raffrescamento evaporativo è indicato soprattutto per esterni o per ambienti in cui c’è un ricambio continuo di aria: è popolare ad esempio nei grandi capannoni industriali, che spesso devono tenere i portoni aperti e che dispongono anche di impianti di aspirazione.

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