Prevedere un percorso graduale per uscire dal servizio di tutela nei mercati luce e gas dal primo gennaio 2021, partendo dalle piccole imprese e proseguendo con i clienti domestici: questo, in sintesi, l’orientamento dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) confermato nella segnalazione inviata al governo e al parlamento.

Lo stop alle tariffe di tutela, che dovrebbe scattare dal primo luglio 2020 avviando così la piena liberalizzazione dei mercati energetici, è un tema che presenta diversi punti critici, tanto che nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci di chi vorrebbe posticipare per l’ennesima volta l’uscita dal servizio tutelato, voci che comprendono il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e lo stesso presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini oltre al presidente e amministratore delegato di Acquirente Unico, Andrea Péruzy.

Ricordiamo, peraltro, che nel disegno di legge Bilancio in esame al Senato potrebbe arrivare un emendamento sulla fine del servizio tutelato, con la previsione di far uscire per prime le piccole imprese dal 2021 per poi continuare negli anni successivi con i clienti domestici, dopo aver monitorato e verificato il buon funzionamento del mercato libero.

Intanto, si legge nel documento dell’ARERA (neretti nostri in tutte le citazioni), “l’Autorità ritiene opportuno segnalare a Parlamento e Governo la necessità di proseguire il processo di accompagnamento dei clienti finali di piccole dimensioni, ed in particolare, di quelli domestici, nel percorso di effettiva liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas naturale”.

L’Autorità, inoltre, auspica “l’approvazione di specifici interventi normativi volti a consentire un percorso di graduale superamento dei regimi di tutela di prezzo […], per perseguire nel modo più efficace l’obiettivo di completa liberalizzazione dei mercati dell’energia, nonché di una effettiva concorrenza tra gli operatori di mercato, garantendo condizioni economiche eque per i clienti di piccole dimensioni”.

Non resta che attendere gli sviluppi delle prossime ore.