Guidare un’auto elettrica senza tanti pensieri su dove, come e quando ricaricare la batteria, sfruttando direttamente l’energia solare grazie a un tetto fotovoltaico: nei prossimi anni potrebbe diventare realtà, almeno per gli automobilisti molto attenti all’ambiente e pronti a spendere oltre centomila euro quasi a scatola chiusa.

Perché al momento i dettagli sull’auto del futuro sono circondati da un certo mistero.

L’idea di progettare una vettura elettrica tanto innovativa da fare concorrenza a una Tesla è di cinque ragazzi olandesi, ex membri del Solar Team Eindhoven (un team che sviluppa veicoli solari e partecipa alle gare internazionali riservate a questo tipo di modelli, come il World Solar Challenge).

Nel 2016 questi ragazzi hanno fondato una start-up, Lightyear, raccogliendo in pochi anni da diversi investitori tutti i finanziamenti necessari a portare avanti il loro sogno tecnologico e imprenditoriale.

Il loro obiettivo è lanciare sul mercato Lightyear One, la prima auto prodotta in serie capace di viaggiare per centinaia o anche migliaia di km con l’energia solare immagazzinata nelle batterie, senza doversi mai fermare a una presa di ricarica lungo il percorso.

Ora bisogna accontentarsi di poche informazioni, più emozionali che altro: tanto per essere chiari, nessuno sa di preciso che aspetto avrà la nuova auto (chi è interessato a prenotarla, però, può chiedere di visitare gli uffici olandesi di Helmond per vedere gli ultimi bozzetti e un modello 3D in realtà virtuale).

Si parla genericamente di autonomie tra 400-800 km secondo la configurazione delle batterie; di una vettura grande, leggera e aerodinamica, comoda per cinque persone, con una capacità del bagagliaio intorno a 700-800 litri, insomma di un’automobile adatta ai viaggi lunghi di un’intera famiglia.

Si potrà caricare Lightyear One alla presa domestica o alle colonnine veloci da 75 kW, ma certo la caratteristica più interessante di questo modello è il rivestimento della carrozzeria con celle fotovoltaiche.

Quanti km si potranno percorrere grazie al sole?

Molto dipenderà dalle condizioni climatiche: sul sito web di Lightyear è disponibile un calcolatore online per simulare quante volte bisognerebbe rifornire in media l’auto nelle varie località del mondo, ipotizzando una percorrenza pari a 20.000 chilometri in un anno.

Ad esempio, chi vive a Roma potrebbe limitarsi a 21 ricariche in dodici mesi, contro le 54 richieste dal modello di riferimento (Tesla Model S P100 D), riuscendo a coprire il 52% dei km percorsi con l’energia solare e arrivando fino a 53 giorni consecutivi di guida senza ricariche (carefree range).

Ma molto dipenderà anche da altri fattori più difficili da stabilire in partenza, come lo stile di guida, la velocità media eccetera.

E sul sito (vedi anche la brochure allegata sotto), ci sono alcuni esempi di viaggi di oltre mille km, al mare, in montagna e tra diverse città europee, con l’indicazione dei km totali e delle eventuali (sempre poche) ricariche da compiere lungo il tragitto.

Già oggi si può prenotare l’auto elettrica che si ricarica da sola: servono 119.000 euro di deposito per la Pioneer Edition disponibile nel 2020. La cifra richiesta scende a 19.000 euro per chi vuole aspettare la Lightyear One che sarà immessa sul mercato nel 2021, mentre basta una caparra di 4.000 euro per ordinare quella di serie, che sarà pronta verso la fine del 2021.

Intanto a metà dicembre LeasePlan aveva annunciato una collaborazione con Lightyear, per inserire il futuro modello nei piani di noleggio a medio-lungo termine della società olandese specializzata nei servizi di leasing di automobili.

E nei giorni scorsi Lightyear ha vinto un paio di riconoscimenti agli Automotive Innovation Awards olandesi… non resta che vedere cosa uscirà dai laboratori di Helmond nei prossimi mesi.