Quasi un’auto su tre venduta quest’anno sarà elettrica

La Iea stima 23 milioni di auto elettriche vendute nel 2026. Lo scorso anno installati 1,2 TWh di batterie EV. Nel mondo 7 milioni di punti di ricarica pubblici, uno ogni 11 veicoli. I pesanti ritardi dell'industria europea.

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Nel 2026 quasi un’auto nuova su tre venduta nel mondo sarà elettrica.

Il “Global EV Outlook 2026” dell’International Energy Agency (Iea), appena pubblicato (link in basso), descrive un mercato ormai consolidato su scala globale.

Secondo gli analisti, le vendite mondiali di veicoli elettrici raggiungeranno quest’anno quota 23 milioni di unità, pari a circa il 30% del mercato automobilistico globale (grafico in basso). Solo nel 2025 erano state superate per la prima volta le 20 milioni di auto elettriche vendute, con una quota del 25% delle nuove immatricolazioni mondiali.

Un dato rilevante riguarda la distribuzione geografica della crescita. Se fino a pochi anni fa la transizione elettrica era concentrata soprattutto tra Cina, Europa e Stati Uniti, oggi il rapporto evidenzia un’espansione molto più ampia, che coinvolge America Latina, Sud-est asiatico e altri mercati emergenti.

Nel 2025 oltre 100 Paesi hanno registrato un aumento delle vendite di auto elettriche e in circa un terzo di questi la quota EV ha superato il 10% delle nuove immatricolazioni.

Europa accelera, ma la Cina domina

Tra i principali mercati, l’Europa è quella che ha registrato la crescita maggiore nel 2025: le vendite di auto elettriche sono aumentate di oltre il 30% su base annua, raggiungendo il 28% del mercato totale, come mostra il grafico in basso, grazie soprattutto all’inasprimento degli standard europei sulle emissioni di CO2.

Nel 2026, secondo la Iea, il continente dovrebbe compiere un ulteriore salto: un’auto nuova su tre venduta in Europa sarà elettrica.

La Cina continua a mantenere una posizione dominante sia sul lato industriale sia su quello commerciale. Nel 2025 i veicoli elettrici hanno rappresentato quasi il 55% delle vendite auto nel Paese e nel 2026 la quota dovrebbe avvicinarsi al 60%. Pechino produce inoltre quasi tre quarti delle auto elettriche mondiali e controlla oltre l’80% della produzione globale di celle per batterie.

Le case automobilistiche cinesi hanno fornito circa il 60% delle vendite globali di EV nel 2025, contro quote attorno al 15% per costruttori europei e nordamericani. La sovraccapacità produttiva interna ha spinto le esportazioni cinesi oltre i 2,5 milioni di unità, con una crescente penetrazione nei mercati emergenti.

La crisi energetica spinge l’elettrico

La più rapida crescita dei veicoli elettrici è collegata, secondo gli analisti, all’attuale crisi energetica e all’aumento dei prezzi del petrolio legato al conflitto in Medio Oriente. Per la Iea, l’elettrificazione del trasporto stradale è diventata ormai anche una questione di sicurezza energetica.

Nel 2025 il parco globale di veicoli elettrici ha evitato il consumo di circa 1,7 milioni di barili di petrolio al giorno. Entro il 2030 questa riduzione potrebbe arrivare a circa 5 milioni di barili al giorno.

Con il caro carburanti, inoltre, i vantaggi economici dell’elettrico sono sempre più evidenti. Nel report si stima che nell’Ue il risparmio annuale sui costi del carburante per chi guida un’auto elettrica sia aumentato del 35% rispetto al 2025. Per le flotte commerciali e per il trasporto pesante, i benefici economici possono essere ancora maggiori.

Batterie: prezzi in calo, pressione sulle materie prime

L’analisi si concentra anche sul settore delle batterie, oggi al centro della competizione industriale globale.

Nel 2025 le installazioni di batterie per veicoli elettrici hanno raggiunto 1,2 TWh, oltre 7 volte il livello del 2020 (vedi grafico). Anche in questo caso la Cina domina il mercato, rappresentando circa il 60% della diffusione globale.

Sul fronte dei costi, il 2025 ha segnato un’ulteriore riduzione dei prezzi medi delle batterie (-8% annuo), favorita dai miglioramenti produttivi, dalla crescente concorrenza e dalla diffusione delle chimiche LFP (litio-ferro-fosfato). I pacchi batteria LFP sono oggi oltre il 40% più economici rispetto alle tradizionali batterie NMC (nickel-manganese-cobalto).

Tuttavia, il rapporto segnala nuove tensioni sulle materie prime. All’inizio del 2026 i prezzi del litio erano più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, mentre il cobalto ha registrato forti rialzi dopo le restrizioni all’export introdotte dalla Repubblica Democratica del Congo. La Iea osserva però che il peso del cobalto sulle batterie moderne è ormai molto inferiore rispetto al passato, soprattutto grazie alla diffusione delle LFP.

Va detto che le differenze di costo regionali continuano ad ampliarsi: nel 2025 i prezzi dei pacchi batteria in Cina erano inferiori del 30% rispetto al Nord America e del 35% rispetto all’Europa.

Ricarica pubblica: oltre 7 milioni di punti nel mondo

Parallelamente alla crescita delle vendite e delle batterie, continua l’espansione delle infrastrutture di ricarica. Nel 2025 sono stati installati quasi 1,8 milioni di nuovi punti pubblici, portando il totale globale oltre quota 7 milioni (il grafico in basso evidenzia anche il notevole contributo della Cina).

L’incremento annuale è stato superiore al 33%, in linea con la crescita del parco di veicoli elettrici leggeri. A livello mondiale si contano oggi circa 11 veicoli elettrici per ogni punto di ricarica pubblico.

La Iea sottolinea anche l’aumento della velocità media delle colonnine, grazie alla rapida crescita delle infrastrutture fast e ultrafast. Nel 2025 sono arrivati sul mercato i primi modelli EV con architetture a 1.000 volt e tempi di ricarica inferiori ai 10 minuti.

L’evoluzione tecnologica apre però anche nuove sfide per le reti elettriche. Senza cambiamenti nelle politiche attuali, la domanda di elettricità legata ai veicoli elettrici potrebbe superare i 1.500 TWh entro il 2035, circa sei volte il livello del 2025. Gli analisti Iea ritengono quindi sempre più importanti strumenti come la ricarica intelligente e il vehicle-to-grid (V2G), che consente ai veicoli di restituire energia alla rete.

L’Europa rischia di perdere il boom globale dell’elettrico

Il quadro delineato dalla Iea si intreccia con il dibattito industriale europeo. In un recente articolo di opinione pubblicato su Transport & Environment si sostiene che i costruttori europei rischino di “perdere il boom globale dell’auto elettrica” proprio mentre la domanda mondiale accelera.

Secondo T&E, il problema riguarda la velocità con cui i produttori cinesi stanno conquistando quote nei mercati emergenti grazie alla disponibilità di modelli più accessibili e da una forte integrazione industriale lungo tutta la filiera, dalle batterie al software automotive.

L’associazione critica le pressioni esercitate da parte dell’industria automobilistica europea per allentare gli obiettivi climatici Ue, sostenendo che un indebolimento degli standard CO2 rischierebbe di ridurre gli investimenti europei sugli EV e ampliare ulteriormente il vantaggio competitivo cinese (Auto elettriche, indebolire i target CO2 può costare miliardi e fermare le gigafactory).

La questione è rilevante alla luce dei dati Iea: entro il 2035 le auto elettriche potrebbero costituire circa il 50% delle vendite mondiali, superando il 90% in Cina e in Europa. La partita dell’elettrico, dunque, si giocherà anche e soprattutto sulla capacità dei diversi sistemi industriali di presidiare tecnologie, supply chain e mercati globali in una competizione che ormai è sempre più strategica.

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