Idrogeno da rinnovabili, ieri il secondo tavolo al MiSE

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Trentuno le proposte progettuali avanzate. Tre gruppi di lavoro ne analizzeranno la fattibilità e lo sviluppo industriale entro fine ottobre.

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L’idrogeno da energia rinnovabile può assumere un ruolo rilevante per il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC nell’ambito del percorso di decarbonizzazione, questa la  convinzione del Ministero dello Sviluppo economico, che ieri, 31 luglio, ha organizzato il secondo tavolo sul tema al quale cui hanno partecipato le imprese e gli enti di ricerca.

Trentuno le proposte progettuali multi aziendali o trasversali presentate, così come era stato richiesto nel corso della prima riunione del 20 giugno scorso.

“L’analisi dei 31 progetti presentati dai partecipanti – ha dichiarato il sottosegretario Crippa, secondo quanto riportato da una nota del Ministero – ha fornito un quadro aggiornato della situazione relativa allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno nei vari segmenti della filiera industriale”.

“Gli ambiti dei progetti iniziali presentati dalle aziende – ha aggiunto Crippa – che riguardano tematiche che sono strettamente correlate con gli obiettivi del PNIEC sulla decarbonizzazione dei trasporti, dei processi industriali e dell’accumulo di energia (power to gas)”.

Alla luce dei progetti presentati e dei primi esiti ricognitivi, sono stati proposti tre gruppi di lavoro nei quali i partecipanti si confronteranno per predisporre un’analisi di fattibilità delle iniziative proposte che ne approfondisca gli aspetti economici e operativi in un’ottica di sviluppo industriale, e ne studi i vari aspetti normativi e regolamentari relativi a tutta la filiera dell’idrogeno, compresa la regolazione sul settore elettrico per gli accumuli e la partecipazione al mercato.

Come previsto da un cronoprogramma condiviso, i gruppi di lavoro coordinati dal MiSE, dovranno concludere il loro mandato indicativamente entro la fine di ottobre 2019, attraverso la presentazione di una relazione che individui: obiettivi delle azioni, eventuali fattori critici/requisiti di successo, tempi di realizzazione e modelli economico-finanziari.

L’insieme delle relazioni e le scelte di intervento del MiSE, si spiega, costituiranno il piano di riferimento delle azioni successive.

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