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Efficienza energetica: consultazione Ue su come sbloccare gli investimenti privati

Si potranno inviare pareri fino al 26 febbraio 2024. Aperta anche un'altra consultazione sulla direttiva EED per valutare l'entità attuale del sostegno finanziario pubblico.

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I soldi pubblici non basteranno: sarà necessario mobilitare molti più investimenti privati per raggiungere gli obiettivi al 2030 della nuova direttiva Ue sull’efficienza energetica (direttiva EED), pubblicata lo scorso 20 settembre in Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore il 10 ottobre 2023.

A questo scopo, la Commissione europea ha aperto il 29 gennaio una consultazione pubblica per raccogliere gli orientamenti dei soggetti interessati. Si potranno inviare osservazioni fino al 26 febbraio 2024.

Intanto il 26 gennaio Bruxelles ha avviato un’altra importante consultazione su come designare le aree di accelerazione per le rinnovabili ai sensi della direttiva Red 3.

La direttiva EED (Energy Efficiency Directive) stabilisce un obiettivo vincolante per ridurre il consumo finale di energia dell’Ue dell’11,7% entro il 2030, rispetto allo scenario di riferimento 2020.

In pratica, la Ue collettivamente dovrà consumare non più di 763 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) di energia finale e non più di 993 Mtep di energia primaria.

Ogni Stato membro dovrà fissare il proprio contributo nazionale indicativo, sulla base di criteri oggettivi che riflettano le circostanze nazionali.

Il nodo dei finanziamenti però è ancora da dipanare (si vedano qui le prime raccomandazioni della Commissione pubblicate a dicembre 2023).

Difatti, si legge nel documento che invita a presentare contributi, si stima che serviranno almeno 165 miliardi di euro aggiuntivi l’anno per attuare le misure della direttiva EED.

Pertanto, “è necessario aumentare il volume di investimenti privati nell’efficienza energetica, dal momento che i fondi pubblici disponibili a livello sia europeo che nazionale non sono sufficienti, né si prevede che la situazione cambi”.

La Commissione dovrebbe pubblicare nel terzo trimestre 2024 una raccomandazione, con indicazioni agli Stati membri e agli attori del mercato su come sbloccare gli investimenti richiesti, ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 10, della direttiva.

Gli orientamenti, evidenzia il documento per la consultazione, “dovranno dedicare particolare attenzione a soluzioni per incrementare l’uso degli strumenti finanziari, compresi i finanziamenti tramite debito e le garanzie pubbliche, e attribuire maggiore importanza al sostegno finanziario alle piccole e medie imprese e all’ammodernamento dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento”.

Inoltre, “dato il contributo davvero significativo della ristrutturazione edilizia al conseguimento degli obiettivi sia di efficienza energetica che di decarbonizzazione, […] dovranno anche fornire raccomandazioni su come attuare strumenti di finanziamento innovativi e strumenti finanziari mirati alla ristrutturazione edilizia”.

Sul fronte dell’edilizia, ricordiamo che a metà gennaio la commissione Industria, ricerca ed energia (Itre) del Parlamento Ue ha votato la versione finale della direttiva sulle case green, la EPBD (Energy performance of buildings directive).

Il testo, tra le tante cose, prevede che gli Stati membri debbano ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con il 55% di questa riduzione che dovrà arrivare dalla ristrutturazione degli edifici con le prestazioni peggiori.

Ciò lascia un margine di manovra molto ampio ai governi su dove e come intervenire e sono previste anche molte eccezioni, ad esempio per edifici storici, luoghi di culto, case indipendenti più piccole di 50 metri quadrati, edifici delle forze armate.

Infine, sempre in tema di efficienza, il 29 gennaio la Commissione Ue ha aperto un’altra consultazione riferita alla direttiva EED (il termine per partecipare è il 26 febbraio), per valutare l’entità attuale del sostegno pubblico a livello europeo e nazionale.

È attesa entro marzo 2024 una relazione di Bruxelles al Parlamento e al Consiglio Ue con le valutazioni sul tema. La Commissione, inoltre, valuterà se sia necessario istituire un nuovo meccanismo specifico per promuovere gli investimenti nel comparto dell’efficienza energetica a livello comunitario.

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