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Effetti del decreto Cer, le stime di Italia Solare e del Mase

Si stima che le tariffe incentivanti possano interessare 210mila progetti, con due milioni di aderenti, mentre il contributo in conto capitale ne dovrebbe sostenere 85mila.

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L’entrata in vigore del Decreto che incentiva le comunità energetiche rinnovabili e le configurazioni di autoconsumo condiviso è stata accolta con favore dalle associazioni di settore.

Italia Solare parla di “ottima notizia” che consentirà di “mettere a reddito il lavoro fatto negli ultimi anni, forti della sperimentazione e oggi anche di basi normative concrete”.

“Auspichiamo che il testo del decreto definisca tutte le condizioni necessarie affinché gli operatori possano da questo momento avviare i numerosissimi progetti che sono pronti a partire e svilupparne di nuovi”, ha commentato Andrea Brumgnach, Vicepresidente di Is e coordinatore del gruppo di lavoro Cer e autoconsumo dell’associazione.

Il testo, in vigore da mercoledì 24 gennaio dopo la pubblicazione sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza, individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle Cer: un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal Pnrr, rivolto alle comunità energetiche in comuni con meno di 5mila abitanti, che supporterà lo sviluppo di 2 GW complessivi, e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale.

I due benefici sono tra loro cumulabili. Attraverso il provvedimento sarà dunque favorito lo sviluppo di 5 GW complessivi di impianti di produzione di energia rinnovabile.

Italia Solare stima che il decreto consentirà di aggiungere altri 12 GW da questa tipologia di impianti al 2030, il che significa che le comunità energetiche potrebbero concorrere per circa il 15% al raggiungimento dell’obiettivo del fotovoltaico entro i prossimi sei anni. Va specificato, come affermato nelle FAQ del ministero, che può essere inserito nelle Cer qualunque tipo di impianto rinnovabile.

Secondo i numeri che il Mase ha indicato alla Commissione europea nella notifica del decreto, le tariffe incentiveranno circa 210mila iniziative, con due milioni di aderenti, mentre il contributo in conto capitale supporterà circa 85mila progetti di autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili.

Per le tariffe incentivanti è previsto un costo di 175 milioni di euro all’anno, per un totale di 3,5 miliardi di euro in 20 anni, finanziato con la componente Asos della bolletta. Per i contributi in conto capitale a Cer e autoconsumo collettivo, i fondi – pari a 2,2 miliardi di euro in 20 anni – verranno, come detto, dal Pnrr.

Le tariffe per Cer e autoconsumo saranno concesse fino alla fine del 2027, oppure al raggiungimento della capacità di 5 GW. Il contributo a fondo perduto per le Cer nei piccoli comuni scadrà a dicembre 2025, compatibilmente le scadenze fissate dal Pnrr.

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