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Edifici tutelati, pannelli fotovoltaici rossi sul tetto del Teatro Alighieri di Ravenna

L'accordo tra il Comune e la Sovrintendenza per coniugare l'esigenza di preservare l'estetica degli edifici con quella di produrre elettricità solare.

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Con i dovuti accorgimenti è possibile, a volte doveroso, installare pannelli fotovoltaici anche sui tetti di edifici storici di pregio.

Un esempio è l’accordo trovato tra il Comune di Ravenna e la Sovrintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio locale, per la messa in funzione di 156 pannelli fotovoltaici di colore rosso sul Teatro Alighieri, edificio di ispirazione neoclassica, costruito nel 1852.

“L’installazione dei pannelli fotovoltaici è stata realizzata sulla falda sud con struttura portante di alluminio posta in aderenza al tetto, senza interferire con i coppi, per una superficie complessiva di circa 300 metri quadrati, che consente di non vedere i pannelli dalla strada”, spiega l’amministrazione comunale. Il colore è stato scelto proprio per consentire la sua integrazione con i coppi storici che costituiscono la copertura.

Le stringhe dei pannelli sono collegate a due inverter trifase con potenza di 10 kW e a due inverter ibridi per la ricarica in corrente continua di due pacchi batterie da 29 kWh, per complessivi 58 kWh.

All’interno del teatro è stato sostituito anche il 90% degli apparecchi di illuminazione e delle luci di scena, passando dalle lampade fluorescenti, ad incandescenza e alogene in dotazione a nuove lampade di ultima generazione ad alta efficienza e a basso consumo con tecnologia led.

L’intervento fa parte di un progetto più ampio di miglioramento dell’efficienza energetica dei luoghi di cultura cittadini che comprende anche il teatro Rasi, le Arteficierie Almagià e il Pala De Andrè. Il valore complessivo dei lavori per il Teatro Alighieri ammonta a 903.939 euro, soldi provenienti in parte dal Pnrr (607.632 euro), in parte dal Comune (132.500 euro) e in parte dalla Fondazione Ravenna Manifestazioni (163.807 euro).

Secondo le stime l’intervento consentirà di coprire il 25% del consumo di energia elettrica della struttura.

L’installazione di impianti fotovoltaici su edifici di pregio dei centri storici cittadini è sempre meno un tabù. Un segnale è arrivato lo scorso maggio con una sentenza del Tar Abruzzo nella quale i giudici amministrativi affermavano che per negare l’autorizzazione a costruire impianti alimentati da rinnovabili, anche nei borghi storici, servano valide ragioni che tengano conto della tutela del paesaggio, ma anche del “favor di legge” che va riconosciuto in via prioritaria alla produzione di energia rinnovabile.

Qualcosa si muove anche a livello normativo. Lo scorso novembre, ad esempio, a Vicenza la giunta comunale ha approvato la variante parziale al Piano degli interventi relativa alla città storica consentendo gli interventi non più solo sulla falda che non guarda la strada, come previsto nel piano precedente, ma su tutte le falde, seguendo però delle regole precise basate sulle prescrizioni della Soprintendenza per gli interventi in zona di tutela paesaggistica. Una disposizione che comunque conserva il divieto di interventi per gli edifici di pregio storico e per le aree tutelate del sito Unesco.

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