Ecobonus auto, per ora niente nuovi fondi alle elettriche

Il governo ribadisce il principio della neutralità tecnologica, afferma di puntare anche sull'idrogeno nei trasporti ed esclude anomalie nel click day del 3 giugno. Le risposte a due interrogazioni alla Camera.

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Il “click day” del 3 giugno, in cui si sono polverizzati in meno di 9 ore tutti i nuovi incentivi per le auto elettriche (oltre 200 milioni per le vetture con emissioni tra 0-20 grammi di CO2/km), ha fatto nascere dei dubbi sulla regolarità delle prenotazioni e più in generale sull’efficacia dell’Ecobonus per rilanciare stabilmente il mercato.

I dubbi sono sfociati in due interrogazioni a risposta immediata nella X commissione Attività produttive della Camera, nella seduta 304 dell’11 giugno.

In sintesi, il governo ha risposto che non ci sono state anomalie e che continuerà a seguire il principio della neutralità tecnologica, puntando anche sull’idrogeno nei trasporti. Per ora, quindi, nessun accenno a eventuali risorse aggiuntive per gli acquisti di veicoli elettrici.

Più elettrico? No, più idrogeno

Nella prima interrogazione, presentata da Emma Pavanelli (M5S), si chiede al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) quali iniziative intenda intraprendere “per incrementare le risorse, attualmente esaurite, destinate all’acquisto di auto elettriche, al fine di adeguarle al crescente trend di prenotazioni, anche valutando di utilizzare le risorse già stanziate e destinate all’acquisto di auto endotermiche”.

Secondo l’interrogante, serve un quadro “certo e strutturale” di incentivi pluriennali per sostenere le vendite di veicoli a zero emissioni, oltre a una riforma della fiscalità dell’auto, aumentando la deducibilità fiscale e il limite di detraibilità dell’Iva per i modelli elettrici.

Qui la risposta del sottosegretario Massimo Bitonci è stata piuttosto evasiva: ha ribadito la visione del governo italiano incentrata “sulla neutralità tecnologica”, dove l’Europa potrà diventare leader nelle tecnologie green “partendo dall’idrogeno verde, che avrà un ruolo preminente nel processo verso la riduzione delle emissioni nell’industria dei trasporti”.

A tale scopo, ha aggiunto, “diventa fondamentale la costruzione, in corso, della Gigafactory di Cernusco sul Naviglio, alla quale il Mimit ha riconosciuto un contributo di 63 milioni di euro e che potrà diventare il più grande centro produttivo di elettrolizzatori in Italia, per la produzione di idrogeno”.

Intanto il ministero “monitorerà gli effetti del sistema incentivante così impostato e ne terrà conto per le rimodulazioni successive e per le valutazioni afferenti alla proposta di incremento delle risorse”.

Per il governo nessuna anomalia

La seconda interrogazione, presentata da Fabrizio Benzoni (Azione-popolari), evidenzia che la velocità con cui si sono esaurite le risorse “ha sorpreso molti operatori e associazioni del settore, molti dei quali hanno sollevato perplessità sul corretto funzionamento del sistema di richiesta e assegnazione dell’ecobonus e su un andamento anomalo delle prenotazioni”, rilevando in particolare “che la mancata separazione delle risorse destinate alle persone giuridiche e fisiche abbia favorito i primi nel sistema di prenotazione del contributo”.

Si chiede pertanto al Mimit quali “verifiche ordinarie e straordinarie abbia effettuato e intenda effettuare per appurare la regolarità e la trasparenza del processo di prenotazione dell’Ecobonus 2024 e per monitorarne gli effetti sul mercato e sulla reale accessibilità dei veicoli meno inquinanti a tutti i cittadini”.

Il ministero ha chiarito che “non sono emersi scostamenti o anomalie particolari, rispetto a quanto rilevato nelle precedenti edizioni dell’Ecobonus” e ha fornito alcuni dati.

Sulle 25.219 prenotazioni attive, il 39% è a fronte di auto rottamate, per un valore di bonus pari al 53% del totale prenotato; si registra una forte incidenza delle rottamazioni fino a Euro 3 (il 50% del totale in unità), mostrando il “successo dell’iniziativa in materia di sostituzione del parco auto più obsoleto”.

Il 61,5% delle prenotazioni riguarda le persone fisiche, per un valore di bonus pari al 71% del totale prenotato; il 9,5% delle prenotazioni, in particolare, è relativo a persone fisiche con basso reddito ISEE (24,8% del totale prenotato in valore), “dato che sottolinea come anche l’obiettivo di inclusività dei ceti meno abbienti sia stato raggiunto”.

Si segnala poi che nel 38,5% delle prenotazioni delle persone giuridiche, il 90% ha riguardato imprese di autonoleggio; la quota delle imprese di noleggio è del 35% sugli ordini complessivi di vetture nella fascia 0-20 g/CO2 per km.

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