Il momento per l’azione sul clima è adesso. È questo il titolo del documento da poco pubblicato dal Boston Conuslting Group (BCG) sulle strategie di mitigazione del cambiamento climatico, “che non è una minaccia futura nei confronti della quale possiamo rimandare una risposta, ma una crisi attuale che richiede un’azione coraggiosa”.

Il documento, preparato per leader aziendali e politici, stila una serie di capisaldi per guidare l’azione climatica a cui la classe dirigente mondiale dovrebbe guardare per assicurare fin da subito “la vitalità a lungo termine del pianeta e il benessere delle generazioni future”.

Vediamo in breve il panorama tratteggiato da BCG, il cui documento è scaricabile dal link in fondo a questo articolo.

Continuare sulla strada attuale non è un’opzione praticabile, la mitigazione dei cambiamenti climatici determinata dal COVID-19 è piccola e solo temporanea e la maggior parte delle emissioni attuali, pari al 65% circa, può essere ridotta con tecnologie già mature o già esistenti, come mostra l’illustrazione.

Sono necessari circa 3-5 trilioni di dollari di investimenti l’anno nei prossimi 30 anni per complessivi 100-150 trilioni per raggiungere un livello di emissioni nette pari a zero a livello globale, secondo BCG.

Da parte loro, i governi devono impegnarsi a finanziare le azioni pro-clima, che richiedono cambiamenti strutturali. Gli individui, invece, dimostrano una sempre maggiore consapevolezza dell’impatto delle emissioni sul clima e rappresentano un’opportunità per le aziende, se queste saranno capaci di fare leva su tale consapevolezza per aumentare la propria quota di mercato e attrarre nuovi talenti.

I grandi operatori finanziari, seppur con una certa lentezza e in maniera non uniforme, stanno spostando più capitali verso strumenti più attenti alle dimensioni ambientali, sociali e di governance (ESG) degli investimenti, di cui potranno contribuire a definire il perimetro e le caratteristiche. Le aziende, frattanto, sono sottoposte a pressioni sempre maggiori per muoversi con decisione verso lo zero netto delle proprie emissioni.

Guardando in particolare alle aziende, secondo BCG, i loro top manager dovrebbero intraprendere sette azioni, a partire dall’impostazione di obiettivi complessivi di decarbonizzazione per le loro attività, misurandone e divulgandone pubblicamente i progressi. L’aumento medio del costo dei prodotti realizzati con catene di approvvigionamento a zero emissioni incide poco, fra l’altro, sulle aziende, come mostra questa illustrazione di BCG, che indica come, per varie categorie di beni, l’aumento dei costi sia inferiore alle cifre riportate.

La decarbonizzazione può infatti essere poco costosa per le aziende, poiché gli input grezzi rappresentano solo una piccola percentuale del valore totale, secondo BCG.

Le aziende dovrebbero inoltre implementare immediatamente le misure che a parità di costo ottengono l’abbattimento maggiore delle emissioni, secondo lo schema riportato in figura, per esempio.

Un altro obiettivo che le aziende dovrebbero porsi è creare eco-sistemi industriali, distretti collaborativi, alleanze per accelerare l’azione, creare economie di scala, superare più facilmente gli ostacoli e condividere il rischio; dovrebbero e potrebbero poi catturare nuove opportunità di business basate su attività a basse emissioni; allineare i propri programmi di investimento con investitori attenti al clima; dotare la propria organizzazione aziendale di organismi di governance, strumenti tecnici e politiche di remunerazione coerenti e abilitanti della decarbonizzazione; e infine, ippocraticamente, non fare danni e sostenere le azioni pro-clima.

Il tempo per l’azione climatica, dunque, è ora, ha indicato BCG, secondo cui anche la sostenibilità potrebbe diventare presto un servizio scarsamente disponibile o spendibile, nel senso che le aziende che arriveranno per prime con strategie produttive e di marketing votate alla sostenibilità si assicureranno i vantaggi competitivi che spesso premiano chi sa muoversi prima. Per le aziende, quindi, l’urgenza è doppia: sia per il clima che per la concorrenza.

Mutatis mutandi, la stessa cosa vale per i governi, nel senso che anche i paesi dovrebbero aumentare i propri impegni ambientali, per non rimanere indietro agli occhi dei propri cittadini, delle aziende e degli altri paesi e per riscuotere il premio politico che andrà ai governanti capaci di guidare la transizione energetica.

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