Nella prima parte dell’editoriale (pubblicato il 16 febbraio 2026) abbiamo visto come la frenata sul clima sia soprattutto politica e finanziaria, più che tecnologica.
In questa seconda parte il focus si sposta sul fattore che sta rendendo, e renderà sempre più, la crescita delle fonti rinnovabili più gestibile e “solida” per i sistemi elettrici: l’accumulo.
I dati sulle batterie e sulla velocità della transizione aiutano a capire perché, nonostante tutto, il percorso della transizione energetica continua e si sta diffondendo a livello globale.
L’accelerazione della diffusione delle batterie
Secondo il centro studi Ember le batterie stanno iniziando a intaccare la domanda di gas durante le ore serali, quando l’energia a gas tende a raggiungere il picco.
In Italia, ad esempio, nel 2025 le batterie hanno soddisfatto il 3% della domanda serale.
Il rapporto sottolinea il potenziale del nostro paese e ricorda l’evoluzione registrata in California, dove tra il 2021 e il 2025 le batterie sono passate a soddisfare dal 3% al 22% della domanda elettrica serale.
E siamo solo agli inizi della loro diffusione.
I prezzi delle batterie per l’accumulo stazionario hanno raggiunto il valore di 70 $/kWh nel 2025, con un calo del 45% rispetto al 2024. Per la prima volta in assoluto, il prezzo è inferiore a quello delle batterie dei veicoli elettrici (circa 99 $/kWh). Per alcune batterie LFP si è arrivati a 50 $/kWh.
Gli accumuli di grande scala connessi alla rete stanno diventando irresistibilmente attraenti, come dimostra l’ultima asta di Terna che ha evidenziato un rilevante interesse da parte del mercato, con un’offerta pari a oltre quattro volte la domanda. Il prezzo medio ponderato di assegnazione è stato pari a 12.959 €/MWh-anno, inferiore del 65% rispetto al premio di riserva.
Guardando il quadro mondiale, si prevede un aumento dell’impiego delle batterie del 43% nel 2026, superando i 400 GWh. Il totale cumulativo supererà 1 TWh.
Insomma, oltre alla forte crescita delle rinnovabili, l’elemento che garantisce sicurezza alla continua evoluzione del loro contributo deriva dalla disponibilità di sistemi di accumulo sempre meno costosi e dalla prospettiva di sistemi di stoccaggio di lunga durata.
Quota rinnovabili: l’Italia rincorre
Va detto però che il nostro paese ha accumulato molti anni di ritardo nello sviluppo di energie rinnovabili, posizionandosi a metà classifica europea con il 41,2% di elettricità verde a fronte degli ottimi risultati di Germania e Spagna che ottengono, rispettivamente, il 56% e 57% di elettricità verde.
Peraltro, la Spagna è anche l’unico paese europeo la cui economia va a gonfie vele, con una crescita quasi del 3% nel 2025.
Tuttavia, negli ultimi anni in Italia si è vista finalmente una ripresa del solare. Nel 2025, il forte contributo del fotovoltaico (circa 44,3 TWh) non ha però compensato il lieve calo dell’eolico e, soprattutto, la bassa generazione dell’idroelettrico (quasi 10 TWh in meno su base annua).
Terna segnala che l’incremento di capacità rinnovabile nel 2025 è stato di 7.191 MW, portando la potenza totale installata a 83.529 MW. Di questi, ben 57,1 GW provengono da solare ed eolico.
Per quanto riguarda il target previsto per il quinquennio 2021-2025, l’Italia ha superato le aspettative di 1.605 MW, confermando l’accelerazione degli investimenti nel settore.
Nel corso del 2025, la potenza nominale delle batterie in esercizio è aumentata di 1.743 MW, portando la capacità totale a 17.920 MWh. Una crescita sostenuta principalmente dai grandi impianti “utility scale”.
Velocità della transizione
Un elemento che colpisce molto riguarda la rapidità con cui avvengono le transizioni energetiche.
Pensiamo all’Ungheria che non aveva solare nel 2015 e che con un incredibile balzo è arrivata dieci anni dopo al 28% della produzione elettrica. Inoltre, la sua quota del carbone si è dimezzata dal 12% al 6% tra il 2019 e il 2024, accompagnata da un calo del gas dal 25% al 19%.
E nel giugno 2025, l’energia solare ha fornito il 42% dell’elettricità dell’Ungheria, stabilendo un nuovo record mensile.
Ma anche andando in altre parti del mondo, sorprende la velocità con cui si è diffuso il solare in Pakistan, un paese di 250 milioni di abitanti.
Grazie alla riduzione degli iter burocratici e al crollo dei prezzi della tecnologia fotovoltaica e agli alti prezzi delle bollette, è partita una corsa al solare. Attraverso immagini satellitari è stata documentata una proliferazione di pannelli su edifici, magazzini, fabbriche, fattorie. Così una tecnologia, praticamente inesistente qualche anno fa, ha raggiunto installazioni per 33 GW.
Allargando lo sguardo, la transizione in effetti è veramente globale. La prestigiosa rivista Science ha premiato l’inarrestabile crescita delle energie rinnovabili considerandola “Breakthrough of the year”.
Nella rivista troviamo scritto che: “L’eolico e il solare sono diventati le energie più economiche in gran parte del mondo”, e “il calo dei prezzi ha favorito un’impennata dell’energia solare ed eolica che supera di gran lunga la crescita di qualsiasi altra fonte” in termini di potenza installata e non solo, dato che “nella prima metà del 2025 le fonti rinnovabili hanno generato più elettricità del carbone a livello mondiale”.





























