Ddl Bilancio, cosa dice la norma per la riduzione dei consumi elettrici

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Nel testo della manovra è presente un articolo che attua il taglio della domanda elettrica, previsto dal regolamento Ue 2022/1854.

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Nel disegno di legge Bilancio, il cui testo bollinato è ora in esame alla Camera, tra le tante norme in tema di energia è stato inserito un articolo (art. 10) in attuazione del regolamento Ue 2022/1854, per la parte in cui prevede una diminuzione della domanda elettrica negli Stati membri.

Questo articolo, infatti, istituisce un servizio di riduzione dei consumi elettrici, affidato a Terna “su base concorsuale, mediante procedura aperta a tutti i clienti o gruppi di clienti” (neretti nostri nelle citazioni).

Nello specifico, ricordiamo che il provvedimento europeo fissa due obiettivi:

  • un obiettivo volontario: riduzione complessiva del 10% del consumo lordo di elettricità, rispetto alla media registrata nei mesi corrispondenti del periodo di riferimento (tale periodo è compreso tra il 1° novembre e il 31 marzo dei cinque anni consecutivi che precedono la data di entrata in vigore del regolamento);
  • un obiettivo vincolante: riduzione del 5% della domanda media oraria nelle ore di picco.

I singoli Stati membri dovranno individuare le fasce orarie di picco, pari al 10% delle ore totali, per il periodo 1° dicembre 2022-marzo 2023, durante le quali applicare le riduzioni obbligatorie dei consumi elettrici; potranno scegliere liberamente le iniziative specifiche volte a conseguire entrambi gli obiettivi.

Nel ddl Bilancio si spiega che la procedura affidata a Terna “è volta a selezionare i soggetti che assumono l’impegno di ridurre i consumi elettrici fino al 31 marzo 2023, ai sensi del citato regolamento (UE) 2022/1854″.

Pertanto, entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore della legge, Terna “trasmette una proposta di procedura al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, che provvede all’approvazione della stessa, sentita l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente”.

La proposta di procedura, si precisa, “individua le ore di picco che, nel rispetto dei parametri previsti dall’articolo 4 del regolamento (UE) 2022/1854, rappresentano la base per il calcolo dell’obiettivo di riduzione dei consumi, nonché reca le previsioni sul consumo lordo di energia elettrica nelle ore di picco, anche considerando i dati storici, rispetto al quale è definito l’obiettivo di riduzione dei consumi stessi”.

Si prevede poi che questo servizio di riduzione dei consumi possa essere esteso, su base annuale, “per le esigenze di riduzione indiretta dei consumi di gas per l’anno 2023 […]”.

Nella relazione illustrativa che accompagna la bozza del ddl Bilancio, circolata nei giorni scorsi, si spiega che per raggiungere il target di riduzione dei consumi del 5% nelle ore di picco, bisogna ridurre complessivamente i consumi in tali ore di almeno 745 GWh.

Detto valore è calcolato come 5% del totale del fabbisogno in condizioni normali tra dicembre 2022 e marzo 2023 (14,9 TWh).

Quindi, poiché le ore critiche di picco sono 304 in totale nel periodo considerato, la riduzione dovrebbe essere pari a 2,45 GWh in media per ciascuna ora di picco

Per quanto riguarda, invece, il target di riduzione del 10%, considerando come baseline la media dei consumi nei periodi di riferimento degli ultimi 5 anni, pari a 106,5 TWh, è necessario tagliare 10,6 TWh di consumi complessivamente fino a marzo 2023.

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