Dopo l’appello lanciato lo scorso dicembre da “Our World in Data“, progetto dell’Università di Oxford nato per mettere a disposizione dati provenienti da diverse fonti, sembra che la IEA abbia proposto di rendere tutti i suoi dati e le sue analisi liberamente disponibili.

Sull’argomento non ci sono notizie ufficiali diffuse dall’Agenzia, ma a renderlo noto è la testata estera Quantum Commodity Intelligence, secondo la quale la International Energy Agency avrebbe approvato la proposta del direttore esecutivo, Fatih Birol, in un incontro del consiglio di amministrazione alla fine dell’anno e sarebbe in attesa di ottenere il via libera dai Paesi membri alla prossima riunione, che si terrà a inizio febbraio.

L’istituto è attualmente in gran parte finanziato da paesi membri come Stati Uniti, Giappone e Paesi europei (come l’Italia), ma fa affidamento su abbonamenti per circa un quarto del suo budget annuale principale.

Per compensare le entrate perse dagli abbonamenti, i membri dovrebbero quindi aumentare il loro contributo all’agenzia. Un’altra percentuale potrebbe venire invece da finanziatori privati, che potrebbero aiutare a colmare il deficit. 

“Spero che potremo trovare una soluzione creativa, con il supporto di diversi membri e grandi filantropi, che potrà permetterci di rendere i nostri dati un bene pubblico, nell’interesse di aumentare la trasparenza del mercato e promuovere un buon decision making in materia di energia e clima”, avrebbe dichiarato il direttore Birol secondo quanto riportato da Quantum.