Dalle case alle auto, la Francia spinge sull’elettrificazione

CATEGORIE:

Annunciato dal governo francese un Piano da 10 miliardi di euro l'anno: edifici "zero gas", veicoli elettrici in leasing sociale, sostegni alle imprese che decarbonizzano. Ma restano tutti i problemi sul nuovo nucleare transalpino.

ADV
image_pdfimage_print

Stop alle installazioni di caldaie a gas nei nuovi edifici dalla fine del 2026, maggiori sussidi statali per le pompe di calore, portare le auto elettriche a due terzi delle vendite complessive entro il 2030, promuovere una politica industriale orientata alle tecnologie pulite e all’efficienza energetica dei processi manifatturieri.

Questi i cardini del nuovo Piano francese per elettrificare i consumi finali di energia, in modo da ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rilanciare le filiere produttive nazionali.

La strategia è stata annunciatail 10 aprile dal primo ministro Sébastien Lecornu, prendendo le mosse dalla crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, con impatti molto pesanti sui costi dei carburanti.

Per prima cosa, il premier ha evidenziato che l’energia “è una questione di sicurezza nazionale”, perché “quando importiamo petrolio o gas, importiamo allo stesso tempo le crisi degli altri”.

I problemi del nuovo nucleare

Lecornu ha ricordato gli obiettivi della Programmazione pluriennale dell’energia (PPE3) annunciata dal governo transalpino il 12 febbraio per il periodo 2026-2035: rilancio del nucleare con sei nuovi reattori Epr 2 entro il 2038, impulso alle fonti rinnovabili, anche se con minore forza in confronto alle versioni precedenti della Programmazione.

Gli Epr 2 sono evoluzioni della tecnologia ad acqua pressurizzata (European Pressurized Reactor), che secondo Edf dovrebbero garantire una costruzione più semplice e con criteri di sicurezza migliorati, rispetto alla prima generazione di questi reattori.

Quanto alle rinnovabili, il 2 aprile il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha lanciato nuove aste per 12 GW complessivi, di cui ben 10 GW di parchi eolici offshore.

Come ha sottolineato Lecornu nel presentare il Piano di elettrificazione, oggi “il 60% del nostro consumo energetico resta di origine fossile, mentre produciamo più elettricità di quanta ne consumiamo, e questa elettricità costa tre volte meno del petrolio. È chiaramente un controsenso”.

La Francia, come noto, copre con il nucleare oltre metà del suo fabbisogno elettrico e punta sull’atomo per espandere la quota di energia elettrica negli usi finali. Tuttavia, lo stesso ministro Lescure, nel commentare a febbraio la PPE3, aveva ammesso che per costruire una nuova centrale nucleare servono in media 10-15 anni, rispetto a tempi molto più brevi per il fotovoltaico (1-3 anni) e anche dei parchi eolici offshore (5-10 anni).

La lentezza del nuovo nucleare è testimoniata dalle vicende del terzo reattore Epr da 1.600 MW realizzato a Flamanville, in Normandia, costellate da extra costi, problemi tecnici e tempi sforati: l’avvio era originariamente previsto per il 2012 (i lavori erano partiti nel 2007, cioè quasi venti anni fa) al costo di 3,3 miliardi di euro. Ci sono voluti 12 anni di più con un budget lievitato di 4 volte e arrivato a circa 13,2 miliardi.

A gennaio, la Corte dei Conti francese rimarcava le sfide per realizzare nuovi reattori, tra cui scarsa redditività degli investimenti con necessità di un ingente supporto statale, insufficiente maturità tecnica della tecnologia Epr 2, incertezze sui tempi e sulle autorizzazioni.

È in questo contesto che il governo intende raddoppiare da 5,5 a 10 miliardi di euro l’anno, entro il 2030, il sostegno pubblico alle misure per elettrificare la domanda di energia nei diversi settori (trasporti, edifici, industrie).

Lo farà, ha assicurato il primo ministro, “utilizzando meglio il denaro pubblico, mantenendo gli obiettivi di deficit”, perché l’obiettivo “è ridurre le spese energetiche dello Stato e dei cittadini, orientando gli aiuti verso l’elettrificazione”.

Di recente anche la Spagna ha proposto un pacchetto energia da 5 miliardi di euro, in risposta alla guerra Usa-Iran e alle sue conseguenze, incentrato sull’accelerazione delle rinnovabili e sull’uso diretto di elettricità nei consumi finali, grazie a oltre 80 misure, tra cui detrazioni fiscali per veicoli elettrici e pompe di calore, ammortamenti accelerati per le imprese che decarbonizzano le loro attività produttive.

Le misure francesi

L’edilizia abitativa è uno dei tre pilastri del piano francese di elettrificazione.

Dalla fine del 2026, spiega una nota dell’Eliseo, non sarà più possibile installare caldaie a gas nei nuovi edifici. Allo stesso tempo, i sussidi governativi per i privati ​​saranno incrementati per favorire la sostituzione delle caldaie a gas e a gasolio con pompe di calore.

Entro il 2050, inoltre, due milioni di alloggi sociali dovranno essere elettrificati. Si punta così a installare un milione di pompe di calore all’anno entro il 2030.

Nei trasporti, il governo si è posto l’obiettivo che entro il 2030 due auto su tre di nuova immatricolazione siano elettriche. Questa strategia è accompagnata da un target industriale: le case automobilistiche francesi devono raggiungere una produzione pari a 400.000 veicoli elettrici all’anno entro il 2027 e 1 milione entro il 2030.

Per le famiglie a basso reddito, il leasing sociale (auto con canoni mensili moderati) riprenderà a giugno con l’aggiunta di 50.000 veicoli elettrici.

È previsto anche un nuovo programma per chi percorre molti chilometri con la classe media, inclusi operatori socio-sanitari, badanti, infermieri, artigiani, impiegati e dipendenti del settore pubblico, con ulteriori 50.000 veicoli elettrici sovvenzionati a partire dal 2026.

Infine, riguardo alle imprese, il governo introduce, per la prima volta, misure di sostegno specifiche per mezzi commerciali e autocarri pesanti a trazione elettrica, con contributi fino a 100.000 euro per veicolo.

Mentre artigiani e commercianti potranno contare su misure specifiche per elettrificare gli strumenti di lavoro, come forni, girarrosti e alcune attrezzature professionali, come quelle utilizzate da pescatori, agricoltori e operatori dei lavori pubblici.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy