Consiglio Ue: adattamento al clima entri nelle politiche finanziarie

Le conclusioni dei 27 Stati membri sulla strategia per i cambiamenti climatici presentata alla Commissione europea.

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Gestire i rischi climatici associati alle attività finanziarie pubbliche e favorire il ricorso alle assicurazioni contro i danni provocati dal surriscaldamento globale: sono alcune delle principali richieste del Consiglio Ue alla Commissione europea.

I ministri dell’Ambiente dei 27 Stati membri, infatti, hanno adottato le loro conclusioni sulla strategia Ue di adattamento ai cambiamenti climatici al 2050, strategia varata lo scorso febbraio che punta sulla resilienza e sulla capacità di rispondere in modo adeguato agli impatti di un clima in rapido mutamento.

Le conclusioni, in particolare, forniscono orientamenti politici alla Commissione per quanto riguarda l’attuazione della strategia.

Il Consiglio, quindi, evidenzia una nota, sostiene l’accento posto dalla strategia su una migliore raccolta e condivisione dei dati, al fine di incrementare l’accesso e lo scambio di conoscenze in materia di impatti climatici e adattamento, anche potenziando la piattaforma Climate-ADAPT.

Poi il Consiglio riconosce l’importanza del nesso tra clima e acqua e sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle soluzioni basate sulla natura nel costruire la resilienza ai cambiamenti climatici, contribuire a preservare o migliorare la biodiversità nonché proteggere e ripristinare gli ecosistemi.

Gli Stati membri sostengono anche gli sforzi della strategia volti a integrare l’adattamento nelle politiche macrofinanziarie.

La Commissione è pertanto invitata, in consultazione con gli Stati membri, si legge nella nota, a esaminare le modalità con cui misurare e gestire i rischi legati al clima per le finanze pubbliche e a sviluppare un quadro che incoraggi il ricorso alle assicurazioni contro i rischi connessi al clima.

Il Consiglio, infine, sostiene l’obiettivo della strategia di intensificare l’azione internazionale in materia di adattamento, in linea con l’accordo di Parigi. Ribadisce l’impegno degli Stati membri ad accrescere ulteriormente la mobilitazione dei finanziamenti internazionali per il clima.

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