In tema di cambiamenti climatici, se il focus della nostra testata è sulla mitigazione, in particolare sulla decarbonizzazione del settore energetico, le pesanti conseguenze che stiamo già vivendo ogni giorno ci ricordano che è fondamentale anche l’adattamento a un clima ormai compromesso.
D’altra parte, anche se per magia smettessimo in toto di emettere gas climalteranti domani mattina, le reazioni climatiche che abbiamo innescato continuerebbero comunque a farsi sentire, intensificandosi, ancora per decenni.
Per questo sono interessanti lavori come quelli dell’Enea, che ha individuato 25 soluzioni basate sulla natura per contrastare il caldo estremo in città, con benefici in termini di miglioramento della qualità dell’aria, biodiversità e benessere psico-fisico.
Si parla, ad esempio, di microforeste urbane, pensiline verdi e parchi ‘tascabili’ (la lista completa e qualche foto in basso).
Il progetto Enea
L’attività è stata condotta nell’ambito del progetto Ue “Adattamento Climatico – L’Effetto Isola di Calore Urbana nella Città di Roma”, al quale partecipano, oltre a Enea, Università Roma Tre, Ecologic Institute di Berlino e PricewaterhouseCoopers – PwC Italia.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della nuova Legge europea per il Ripristino della Natura, che impone agli Stati membri di prevenire la perdita netta di spazi verdi urbani, incrementandoli fino a garantire almeno il 10% di copertura arborea in ogni città entro il 2030.
In particolare, mira a supportare Roma Capitale nella definizione delle soluzioni più idonee per contrastare le cosiddette “isole di calore” nei municipi I (centro storico) e V (Tiburtino-Casilino), considerati a maggior rischio per le temperature elevate.
Il progetto – spiega una nota Enea – fornirà alle amministrazioni coinvolte una solida base tecnico-scientifica per poter pianificare futuri interventi, che potranno poi essere replicati anche in altre aree della città.
Le isole di calore
Il fenomeno dell’isola di calore si verifica quando la temperatura dell’aria risulta più elevata in un’area urbana rispetto ai suoi dintorni, e questa differenza di temperatura è imputabile direttamente all’urbanizzazione: la sostituzione della copertura naturale del suolo – la vegetazione – con materiali inerti, quali asfalto e cemento, che si scaldano con rapidità rilasciando calore lentamente, determina infatti un’alterazione del bilancio energetico della città.
Grazie alla collaborazione con Università Roma Tre e al coinvolgimento diretto dei cittadini, Enea ha proposto soluzioni adattate al contesto locale, integrando anche sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane per l’irrigazione, in un’ottica di economia circolare.
Oltre a foreste urbane, viali alberati, parchi e giardini, tetti e pareti verdi – soluzioni efficaci ma di difficile realizzazione in una città come Roma – Enea ha puntato anche su interventi flessibili e multifunzionali, tra cui: pensiline verdi in prossimità delle fermate di bus e tram, in grado di raffrescare l’aria grazie all’ombreggiamento e all’evapotraspirazione della componente vegetale e più efficienti nel migliorare il microclima rispetto alle normali pensiline; arredi urbani vegetati, pavimentazioni permeabili e tramvie verdi, grazie alle quali è possibile trasformare lo spazio tra i binari in veri e propri corridoi ecologici che favoriscono l’infiltrazione delle acque piovane nel terreno e la crescita della vegetazione; parchi ‘tascabili’ e microforeste, che ricreano angoli di natura anche su piccole superfici marginali, rappresentando ‘isole fresche’ dove cittadini e turisti possono trovare sollievo dalla calura estiva.
Formazione per gli amministratori
“Queste soluzioni non solo abbassano la temperatura, ma migliorano il benessere fisico e mentale delle persone, aumentano la biodiversità e favoriscono la resilienza urbana”, spiega Elisabetta Salvatori, responsabile della Sezione Enea di Soluzioni integrate e nature-based per la rigenerazione urbana (Dipartimento Sostenibilità).
“L’isola di calore è direttamente responsabile della riduzione del benessere delle persone durante il periodo estivo e può esacerbare le conseguenze delle ondate di calore, sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico in atto, determinando un aumento di mortalità e morbilità, soprattutto nelle fasce di popolazione più a rischio, quali anziani o malati cronici”, sottolinea Salvatori. “Per questo motivo risulta fondamentale implementarle con interventi adattati al contesto ecologico, socioeconomico e urbanistico locale”.
Per favorire l’adattamento climatico e massimizzare la fornitura di servizi ecosistemici, il progetto prevede anche attività di formazione per gli amministratori locali, con l’obiettivo di rafforzare le competenze nella gestione del verde urbano e promuovere nuovi green job per la rigenerazione sostenibile delle città nell’era del cambiamento climatico.
“La formazione è fondamentale perché le soluzioni basate sulla natura, per essere efficaci, devono essere progettate, curate e gestite secondo criteri ecologici, che prevedano l’utilizzo di specie della flora locale, a basso potere allergenico, e utilizzando il principio ‘l’albero giusto al posto giusto’”, conclude Salvatori.
Le 25 soluzioni basate sulla natura per contrastare l’effetto “isola di calore”:
- Alberature stradali
- Foreste urbane
- Parchi tascabili
- Microforeste urbane
- Parcheggi verdi
- Verde su binari del tram, margini stradali e corridoi di traffico
- Pensiline verdi su fermate di autobus e tram
- Parchi urbani di medie e grandi dimensioni
- Aiuole alberate per la gestione delle acque e il raffrescamento
- Arredi urbani verdi
- Pergolati vegetati
- Orti comunitari
- Giardini o orti urbani mobili
- Piastrelle vegetate per superfici orizzontali o verticali
- Salotti verdi mobili per spazi pubblici
- Tetti verdi
- Pareti verdi
- Facciate verdi
- Giardini in facciata
- Giardini della pioggia
- Canali drenanti vegetati
- Barriere verdi
- Bacini di ritenzione
- Bacini di infiltrazione
- Cinture verdi




























